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19 Maggio 2026
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Statale 106, la strada “killer” trova la sua sentinella: nasce la sede operativa dell’associazione Basta Vittime

A Corigliano-Rossano si inaugura il quartier generale del volontariato. La struttura è intitolata a Teresa e Valentina Fiore, le due sorelle scomparse nel 2013

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Domani, sabato 15 novembre 2025, si segna una data cruciale nell’impegno per la sicurezza stradale in Calabria. L’Organizzazione di Volontariato Basta Vittime Sulla Strada Statale 106 inaugurerà ufficialmente la sua Sede Operativa a Corigliano-Rossano, in contrada Piragineti, a pochi metri dalla Chiesa Parrocchiale di San Pio X.

L’evento è concepito come un momento di fede, memoria e forte impegno civile, e vedrà la partecipazione di tutta la comunità.

La memoria di Teresa e Valentina Fiore

La giornata avrà inizio alle Ore 10:30 con un toccante tributo alle innumerevoli vite spezzate su quella che è tristemente nota come la “strada della morte”. Una Santa Messa in memoria di tutte le vittime della Statale 106 sarà celebrata da S.E. Mons. Maurizio Aloise, Arcivescovo di Rossano-Cariati, affiancato dal Parroco Don Mosè Cariati.

A seguire, il momento centrale della cerimonia: l’inaugurazione della nuova struttura. La Sede Operativa non sarà solo un ufficio, ma un simbolo di lotta e resistenza, essendo stata intitolata alle sorelle Teresa e Valentina Fiore. Le due giovani, originarie proprio di Piragineti, avevano rispettivamente 25 e 21 anni quando furono tragicamente strappate alla vita sulla Statale 106 il 16 febbraio 2013. L’intitolazione vuole trasformare il luogo del dolore in un faro di speranza e pressione per il futuro.

Un invito collettivo alla partecipazione

La nuova sede si propone di diventare il punto nevralgico per l’attività di sensibilizzazione, prevenzione e supporto alle famiglie colpite, portando avanti la battaglia per la messa in sicurezza e l’ammodernamento dell’arteria stradale. L’associazione ha diramato un invito perentorio alla cittadinanza e alle istituzioni: “Tutti sono invitati a partecipare alla cerimonia, testimoniando così l’unità della comunità contro il tributo di sangue imposto dalla Statale 106”.

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