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13 Gennaio 2026
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Terremoti magnitudo superiore a 2.0, la Calabria tra le regioni più sismiche nel 2025: è seconda solo alla Sicilia

Dalla costa tirrenica allo Ionio, il territorio calabro al centro della mappa sismica nazionale: dati Ingv, sequenze attive e aree più esposte

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Il 2025 si chiude con un cambio di leadership nella mappa sismica italiana. È la Sicilia la regione che ha registrato il maggior numero di terremoti di magnitudo superiore a 2.0, con 288 eventi, superando l’Emilia-Romagna, prima nel 2024. Subito dopo si collocano Campania e Calabria. I dati emergono dallo speciale “2025, un anno di terremoti” pubblicato dall’Ingv.

“Guardare solo agli eventi sopra magnitudo 2 consente un confronto più omogeneo tra le regioni, riducendo l’effetto della diversa densità delle reti di monitoraggio”, spiegano i ricercatori dell’Ingv.

I piccoli terremoti e l’effetto rete

Se si includessero anche i terremoti di magnitudo inferiore a 2, la classifica cambierebbe radicalmente. In questo caso a dominare sarebbero Marche e Umbria, con oltre 3mila eventi ciascuna, un dato fortemente influenzato dall’elevata copertura strumentale e dalla persistenza di sequenze attive.

Sardegna, pochi eventi ma non assenza di rischio

Come negli anni precedenti, la Sardegna resta la regione meno sismica d’Italia. Nel 2025 sono stati localizzati 19 eventi, uno solo di magnitudo pari a 2.0 sulla terraferma. Alcuni terremoti, fino a magnitudo 2.7, si sono verificati in mare, soprattutto al largo di Olbia. Altri segnali registrati sono stati invece attribuiti a scoppi di cava o esplosioni. “L’isola è lontana dalle principali fasce di deformazione di Appennini e Alpi, ma la sismicità, seppur rara, non è assente”, sottolinea l’Ingv.

Sequenze sismiche: Italia centrale e Campi Flegrei

Nel 2025 sono proseguite diverse sequenze sismiche già attive negli anni precedenti. Tra queste, quella dell’Italia centrale, iniziata nell’agosto 2016, ha mantenuto un’attività costante, con prevalenza di eventi sotto magnitudo 2 e pochissime scosse sopra magnitudo 3.
Con oltre 5mila terremoti, questa sequenza rappresenta più del 30% di tutti gli eventi registrati in Italia nel 2025. Particolarmente intensa l’attività nei Campi Flegrei, dove nel solo mese di febbraio si sono susseguiti numerosi sciami sismici, alcuni chiaramente avvertiti dalla popolazione tra Pozzuoli e Napoli.

Bradisismo e record di magnitudo nei Campi Flegrei

Il 2025 è stato l’anno dei terremoti più forti legati alla crisi bradisismica in atto. Due eventi di magnitudo Md 4.6 sono avvenuti il 13 marzo, vicino a Bagnoli, e il 30 giugno, nel golfo.
Altri tre terremoti hanno raggiunto o superato magnitudo 4, mentre 28 eventi si sono collocati tra magnitudo 3.0 e 3.9. In totale, nell’area sono stati localizzati oltre 1000 terremoti con magnitudo pari o superiore a 1.0.

Il sisma più forte dell’anno: Adriatico settentrionale

Il terremoto più intenso del 2025 in Italia è avvenuto il 14 marzo nel Mar Adriatico, lungo la costa garganica settentrionale, vicino al Lago di Lesina: Mw 4.8. La scossa è stata avvertita in modo diffuso non solo in Puglia, ma anche in Molise, Campania e Basilicata. In quest’area sono stati localizzati circa 250 eventi, soprattutto tra marzo e aprile.

Tirreno meridionale ed Eolie: profondità e scosse avvertite

Nel Mar Tirreno meridionale l’attività resta frequente, spesso con ipocentri profondi legati alla subduzione. Tra gli eventi più rilevanti, quello del 24 febbraio di Mw 4.4 a oltre 180 km di profondità. Scosse significative anche al largo delle Egadi e nelle Isole Eolie, dove il 7 febbraio un terremoto di Mw 4.7 è stato avvertito lungo la costa settentrionale della Sicilia e in Calabria meridionale.

Irpinia, una sequenza che fa memoria

Tra il 24 e il 25 ottobre, una sequenza di una decina di eventi ha interessato l’area a nord di Avellino, tra Grottolella e Montefredane. Le due scosse principali, di Mw 3.7 e Mw 4.0, sono state avvertite in un’area molto ampia, fino a Napoli. Si tratta di strutture sismogenetiche distinte e più meridionali rispetto a quelle del devastante terremoto del 23 novembre 1980.

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