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29 Aprile 2026
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Viadotto Bisantis Catanzaro, il cantiere infinito verso l’ultimo atto: Anas promette la svolta entro settembre

Dopo la lettera dell’associazione “La Tazzina della Legalità”, il capo compartimento Luigi Mupo chiarisce lo stato ponte simbolo della città: quattro collaudi già emessi, altri due in arrivo e nuovo cantiere per barriere, pavimentazione e percorso pedonale

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Entro il terzo trimestre dell’anno Anas prevede l’avvio del settimo e ultimo stralcio funzionale dei lavori sul Viadotto Bisantis, l’ex Ponte Morandi di Catanzaro. Un passaggio atteso da tempo, destinato a incidere non solo sulla sicurezza dell’infrastruttura, ma anche sulla sua fruibilità quotidiana e sull’immagine di uno dei simboli più riconoscibili del capoluogo. A fare chiarezza è il capo compartimento Anas, l’ingegnere Luigi Mupo, rispondendo alla lettera inviata dal presidente dell’associazione “La Tazzina della Legalità”, Sergio Gaglianese, che aveva chiesto spiegazioni sui ritardi, sui collaudi, sulla presenza dei new jersey e sulle condizioni di Viale De Filippis, arteria strategica di accesso alla città.

La risposta di Anas, resa pubblica dallo stesso Gaglianese, consente di ricostruire lo stato dell’arte: il risanamento strutturale del Bisantis è stato articolato in sei stralci funzionali, quattro certificati di collaudo tecnico-amministrativo sono già stati emessi, gli altri due sono annunciati “a breve” e il dissequestro definitivo delle aree di cantiere, disposto nel 2025 dall’Autorità giudiziaria, ha permesso di rimettere in moto la progettazione dell’ultima fase.

La lettera di Gaglianese: “Perché restano i new jersey se i lavori sono ultimati?”

La vicenda nasce dalla nota indirizzata da Sergio Gaglianese al capo compartimento Anas e, per conoscenza, al sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita. Il presidente de “La Tazzina della Legalità” si è fatto interprete delle segnalazioni arrivate da diversi cittadini, preoccupati per alcune criticità che riguardano infrastrutture centrali per la mobilità urbana.

Il primo punto sollevato riguarda proprio il Ponte Bisantis. Gaglianese ha chiesto di conoscere le ragioni per cui, “nonostante i lavori sul Ponte Bisantis risultino ultimati da diverso tempo”, persistano ancora restringimenti della carreggiata e la presenza dei new jersey, con conseguenti disagi alla circolazione e interrogativi tra gli automobilisti. Nella lettera viene richiamato anche il tema dei collaudi, con una considerazione dal tono volutamente provocatorio: secondo Gaglianese, appare “difficilmente comprensibile il protrarsi delle operazioni di collaudo”, tanto da osservare che, in termini comparativi, “si è impiegato meno tempo per la ricostruzione del Ponte Morandi di Genova che per giungere al collaudo dell’infrastruttura cittadina”. Il riferimento è anche alle note vicende giudiziarie che hanno interessato i lavori. Per questo l’associazione ha chiesto se vi siano difficoltà nel reperimento del collaudatore o criticità procedurali tali da determinare i ritardi.

La risposta di Anas: “Risanamento articolato in sei stralci funzionali”

Mupo, nella sua risposta, ha ricostruito il percorso tecnico seguito finora. Il risanamento strutturale del Viadotto Bisantis, ubicato lungo la SS 109 bis-dir, ha richiesto, spiega Anas, “un articolato piano di manutenzione programmata”.

Data l’entità dell’opera, l’intervento è stato diviso in sei stralci funzionali, con una priorità assegnata agli elementi strutturali maggiormente deteriorati. L’obiettivo, secondo quanto chiarito dal capo compartimento, è stato quello di arrivare all’”attuale e integrale risanamento delle strutture”. Si tratta della parte forse meno percepibile dagli automobilisti, che in questi anni hanno associato il cantiere soprattutto ai restringimenti e alle deviazioni. Ma è proprio su questo punto che Anas rivendica la complessità dell’intervento: non un semplice rifacimento superficiale, ma una manutenzione strutturale programmata, condizionata anche dalle coperture finanziarie rese disponibili nel tempo.

Quattro collaudi già emessi, altri due “a breve”

Uno dei nodi principali sollevati da Gaglianese riguarda lo stato dei collaudi. Su questo Mupo fornisce un dato preciso: l’attuazione dei lotti, “avvenuta in linea con le coperture finanziarie rese disponibili nel tempo”, ha previsto il costante svolgimento delle attività di collaudo in corso d’opera. Ad oggi, scrive il capo compartimento Anas, sono stati emessi quattro certificati di collaudo tecnico-amministrativo, mentre l’emissione dei restanti due è prevista “a breve”. In altre parole, Anas sostiene che il percorso di verifica sia stato svolto progressivamente e che la chiusura dei collaudi mancanti sia ormai prossima.

Il dissequestro delle aree e il settimo stralcio

Nella risposta emerge anche un altro elemento decisivo: il dissequestro definitivo delle aree di cantiere disposto dall’Autorità giudiziaria nel corso del 2025. Mupo lo definisce un provvedimento “determinante” per riavviare la progettazione del settimo e ultimo stralcio funzionale. L’ultimo stralcio, nelle intenzioni di Anas, dovrebbe partire entro il terzo trimestre di quest’anno e non riguarderà solo il completamento del miglioramento sismico della struttura.

Il nuovo intervento, infatti, punta a una riqualificazione più visibile della piattaforma stradale. Nella comunicazione Anas si parla di nuove barriere, reti anti-scavalco ad alto valore architettonico, rifacimento integrale della pavimentazione e realizzazione di un percorso pedonale dedicato.

Perché restano i new jersey

Uno dei punti più sentiti dagli automobilisti riguarda la presenza dei new jersey in calcestruzzo, che da tempo condizionano la circolazione sul viadotto. Anas chiarisce che, nelle more del completamento degli interventi, la circolazione resta “pienamente garantita con una corsia per senso di marcia”. La presenza dei new jersey viene definita “una misura indispensabile” per assicurare, allo stato attuale, un camminamento pedonale protetto e in condizioni di sicurezza. La risposta, dunque, spiega la permanenza del restringimento non come residuo casuale del cantiere, ma come misura provvisoria di sicurezza in attesa della fase finale dei lavori, quella che dovrebbe dotare il viadotto di un percorso pedonale dedicato e di una piattaforma stradale riqualificata.

Il Bisantis tra sicurezza, mobilità e simbolo urbano

Nel testo inviato a Gaglianese, Anas sottolinea anche il valore non soltanto viario, ma identitario del Viadotto Bisantis. Mupo scrive che l’azienda è “pienamente consapevole dell’importanza trasportistica per la città” e del “rilievo tecnico e paesaggistico” dell’infrastruttura.

Il riferimento è anche al nuovo impianto di illuminazione artistica, inaugurato di recente d’intesa con l’Amministrazione comunale. Secondo Anas, i giochi cromatici “oltre a esaltarne le linee nelle ore notturne, ne consolidano il prestigio quale simbolo identitario di Catanzaro, riconosciuto anche a livello internazionale”.

Viale De Filippis, Anas rimanda al Comune

La lettera di Gaglianese non si fermava al Bisantis. L’associazione aveva segnalato anche la situazione di Viale De Filippis, principale arteria di ingresso alla città, dove la presenza di una buca non riparata da mesi continua a causare disagi e potenziali pericoli per gli automobilisti. Su questo punto la risposta di Anas è netta: il tratto interessato ricade nelle competenze del Comune di Catanzaro. Per ogni successiva occorrenza, quindi, l’interlocutore competente è l’Amministrazione comunale.

Gaglianese, nel rendere pubblica la risposta dell’ingegnere Mupo, ha ringraziato il capo compartimento per la tempestività del riscontro e ha annunciato di riservarsi un ulteriore ringraziamento “quando sarà dato seguito a quanto indicato nella sua comunicazione”. Allo stesso tempo ha sollecitato il sindaco Nicola Fiorita affinché si intervenga con urgenza sulla buca di Viale De Filippis, proprio perché, come evidenziato da Anas, la competenza è comunale.

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