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2 Aprile 2026
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Zootecnia bloccata a Reggio Calabria: manca la tubercolina, fermate le prove di profilassi

Copagri lancia l’allarme all’Asp: «Rischio grave per la qualifica sanitaria delle aziende e pesanti danni economici agli allevatori». Il presidente regionale Macri’ chiede interventi immediati

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Il presidente provinciale di Copagri Reggio Calabria, Vincenzo Lentini, ha scritto all’Asp e alle autorità competenti per denunciare una situazione di grave emergenza: i servizi veterinari provinciali non possono più effettuare le prove di profilassi per la TBC nelle aziende bovine per l’anno 2026 a causa della mancanza di tubercolina.
Si porta alla vostra attenzione – scrive – una situazione che sta generando notevoli difficoltà tra moltissimi allevatori della provincia di Reggio Calabria. Ci viene continuamente segnalato che i servizi veterinari provinciali non stanno procedendo alle consuete prove di profilassi per le aziende bovine, relativamente alla TBC per l’anno 2026, a causa della mancanza di tubercolina per effettuare le necessarie iniezioni ai capi».

Conseguenze pesanti per gli allevatori

Questa criticità mette a rischio la qualifica sanitaria di “ufficialmente indenne” per TBC e BRC delle aziende e sta causando danni economici significativi. L’impossibilità di certificare i capi come indenni impedisce infatti la movimentazione degli animali, bloccando di fatto l’attività di molte imprese agricole.

L’appello urgente di Copagri

Vincenzo Lentini chiede quindi “di valutare, con urgenza, la situazione e di intervenire quanto prima, per risolvere questa inefficienza da parte dei servizi veterinari provinciali, così da tutelare la salute degli animali e la continuità lavorativa degli allevatori“.
A rimarcare la necessità di un intervento tempestivo è anche il presidente regionale della Copagri, Francesco Macrì: “In un momento così complicato per le imprese agricole dagli enti ci aspettiamo la massima disponibilità e il massimo sostegno, e non intralci al lavoro quotidiano che portano avanti eroicamente gli allevatori, in un territorio così difficile e con livelli di redditi particolarmente bassi. Le complicate congiunture internazionali purtroppo stanno già mettendo a dura prova l’intero comparto, ecco perché ci aspettiamo la massima collaborazione”.
Copagri sollecita quindi tutti gli organismi competenti a risolvere con urgenza il problema della tubercolina per evitare ulteriori disagi al comparto zootecnico calabrese.

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