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4 Aprile 2026
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Calabria
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Il Catanzaro domina all’Adriatico. Aquilani promuove coraggio e gioventù: “Tanti meriti nostri”

Il tecnico elogia la capacità del gruppo di adattarsi alle contromosse del Pescara, rivendicando i meriti di una rosa giovane che impara a essere "meno bella e più solida".

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Il Catanzaro non si limita a vincere, ma domina l’Adriatico con la consapevolezza della grande squadra, certificando una metamorfosi mentale ormai compiuta. Dopo il successo contro la Reggiana, i giallorossi firmano un’altra prestazione speculare, un gol per tempo e zero rischi, imponendo ritmo e intensità sin dall’avvio. La squadra di Alberto Aquilani ha mostrato ordine, sacrificio e quel cinismo necessario per colpire nei momenti nevralgici, amministrando poi la gara con una lucidità rara per una rosa così giovane.

Il trionfo della lettura tattica

Il match ha seguito un copione fluido: pressione alta, qualità nel palleggio e una spiccata capacità di interpretare le fasi della sfida. Già nella prima frazione, il Catanzaro avrebbe potuto dilatare lo scarto, costruendo trame di gioco che hanno messo alle corde il Pescara. Nella ripresa, la gestione del vantaggio non è mai sfociata in passività, mantenendo la compattezza necessaria per affondare il colpo decisivo al momento opportuno.

Le parole del tecnico: “Oltre la bellezza”

Alberto Aquilani ha sottolineato la crescita collettiva dei suoi ragazzi. “Ci sono tanti meriti nostri, gran primo tempo. Il Pescara è una bella squadra, ma oggi il merito va a noi. Nel secondo tempo potevamo fare qualcosa in più. Questa è una vittoria difficile. Nel secondo tempo ci siamo abbassati un po’, merito anche del Pescara, ma eravamo in controllo. Partita vinta meritatamente, i complimenti vanno alla squadra. Credevo che loro cambiassero e abbiamo preparato un paio di situazioni, ma non ci aspettavamo la mancanza di attaccante. Siamo stati pronti nel capire di affrontare un’altra squadra. Viviamo di umiltà e giovani, abbiamo degli obiettivi. Stiamo facendo un lavoro importante. Abbiamo ragazzi giovani e forti. Con loro c’è bisogno di pazienza e coraggio. Stanno crescendo bene. Ci vuole anche altro oltre all’essere belli”.

L’identità del nuovo Catanzaro sembra ormai tracciata: un mix di estetica e pragmatismo che permette di reagire con prontezza alle sorprese degli avversari, come l’inedito assetto senza punte del Pescara, senza mai smarrire la propria filosofia fondata sull’umiltà e sulla valorizzazione del talento emergente.

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