Il Cosenza esce dal confronto con il Sorrento con una consapevolezza rinnovata, figlia della capacità di non deprimersi neppure quando il secondo gol ospite, giunto nei primi minuti della ripresa, sembrava aver compromesso la gara. Buscè ha voluto sottolineare proprio lo spirito di sacrificio dei suoi ragazzi: “Serviva interpretare il match in maniera sporca. Avevamo bisogno di una prestazione di sostanza e credo che si sia vista. Siamo finiti due volte in svantaggio ma il gruppo ha avuto una splendida reazione. Questo è il segnale che questi giocatori sono fortemente determinati”.
Il tecnico ha poi analizzato le difficoltà tattiche poste dagli avversari, abili nel ribaltare il fronte con lanci lunghi: “Ciò ci ha costretto a operare una scelta. Dovevamo decidere se restare bassi oppure alzarci esponendoci al campo aperto. Non era semplice perché hanno giocatori pericolosi e intelligenti”.
Il fattore Beretta e le mosse a centrocampo
Tra le note più liete della giornata spicca la prova di Beretta, apparso in netta crescita e decisivo nelle azioni chiave che hanno spostato l’inerzia del match. “Sta molto meglio rispetto a un paio di mesi fa – ha osservato Buscè – In questo momento è l’unico che ci garantisce un certo tipo di gioco, mantenendo la squadra più alta. Nel secondo tempo è cresciuto tanto e il suo lavoro è stato premiato”.
Nonostante il risultato positivo, l’allenatore non ha nascosto alcune criticità legate all’equilibrio tra i reparti. Dopo un primo quarto d’ora positivo, la squadra ha sofferto la reattività del Sorrento sulle seconde palle. “Ho voluto dare maggiore qualità al centrocampo per giocare palla a terra, poi ci siamo un po’ sfilacciati. Eravamo in ritardo con le mezzali, da qui la scelta di inserire Contiliano perché mi garantiva maggiore quantità”.
Sprint finale: obiettivo terzo posto
Con un bottino di dieci punti conquistati negli ultimi 360 minuti, il Cosenza guarda con ambizione alla volata finale della stagione. Il terzo posto è ormai nel mirino, anche se Buscè preferisce mantenere un profilo basso per non schiacciare il gruppo sotto il peso delle aspettative: “Cerchiamo di fare sempre del nostro meglio. Pensiamo però una partita per volta, non possiamo caricarci di eccessive responsabilità”.








