E’ amareggiato Emilio Longo dopo il pari del Crotone contro il Sorrento. Un punto che se da un lato muove la classifica dall’altro lascia molti rimpianti. L’allenatore non usa giri di parole e mette la squadra davanti alle proprie responsabilità.
“Ci portiamo a casa solo lo spirito di chi è entrato” sottolinea Longo, evidenziando come la reazione dei subentrati abbia evitato una sconfitta. L’analisi del tecnico è lucida e severa: “Non sono contento del risultato, della qualità del gioco e della determinazione. Abbiamo perso troppi duelli e non siamo stati protagonisti”.
Atteggiamento sbagliato e scarsa lucidità
Secondo l’allenatore, il peccato originale della sfida risiede nell’approccio mentale dei suoi uomini, scesi in campo senza la giusta fame agonistica. Una lettura che non ammette giustificazioni statistiche o sterili calcoli sul possesso palla.
“Abbiamo affrontato la partita con sufficienza e presunzione. Serve un mea culpa generale. Abbiamo perso due punti per come è iniziata, anche se alla fine è stato uno guadagnato”. Nel mirino di Longo c’è soprattutto la gestione tattica dopo il gol del pareggio: “Dopo l’1-1 non mi è piaciuto l’atteggiamento: squadra lenta, poco lucida e incapace di leggere gli spazi”. Uno spartiacque psicologico negativo acuito dall’occasione fallita da Maggio, che avrebbe potuto indirizzare il match su binari ben diversi.
Cinque finali per blindare gli obiettivi
Il messaggio finale dello stratega rossoblù è un richiamo collettivo all’orgoglio e alla maturità. Con la stagione che si avvia ai titoli di coda, non sono più ammessi cali di tensione se si vuole recitare un ruolo da protagonisti nella post-season.
“Abbiamo cinque finali play-off. Dobbiamo crescere in mentalità e maturità” avverte Longo, chiedendo un cambio di passo immediato a tutto l’organico. “Si salvano in pochi, ma tutti possono fare di più”. Il riscatto passa ora dal prossimo turno casalingo allo Scida contro l’Audace Cerignola: un esame da non fallire per rimettersi in carreggiata.








