Il Tribunale Federale Nazionale, nella sua Sezione Disciplinare, ha inflitto una nuova e pesante sanzione al Siracusa, disponendo la decurtazione di ulteriori cinque punti di penalizzazione da scontare nel campionato in corso. Oltre alla penalità sportiva a carico della squadra, l’organo di giustizia della Figc ha deliberato sette mesi di inibizione per il presidente della società , Alessandro Ricci.
Il provvedimento nasce dal deferimento scattato lo scorso 5 marzo a seguito delle verifiche condotte dalla Commissione Indipendente per l’Equilibrio Economico e Finanziario delle Società Sportive. L’accusa contestata riguarda il mancato versamento delle ritenute previdenziali e dei contributi ai tesserati entro il termine perentorio del 16 febbraio 2026. A causa di questo nuovo stop amministrativo, il computo complessivo delle sanzioni stagionali per il Siracusa sale a undici lunghezze. Una zavorra insostenibile per la classifica della squadra siciliana, che scivola così in fondo alla graduatoria e si ritrova fanalino di coda del torneo a quota ventidue punti.
Il rinvio del caso Trapani e le richieste della Procura
Lo stesso filone di giustizia sportiva avrebbe dovuto esaminare anche la posizione del Trapani, ma la Sezione Disciplinare ha optato per il rinvio dell’udienza a martedì 31 marzo. I giudici hanno preferito attendere l’esito del ricorso in appello presentato dalla società granata contro un precedente deferimento, il cui responso è atteso per lunedì 30 marzo.
Lo scenario per la formazione trapanese resta comunque critico e denso di incognite per il futuro societario e sportivo. La Procura Federale della Figc ha già anticipato la propria linea dura e, alla riapertura del dibattimento a fine mese, tornerà a sollecitare la sanzione massima dell’esclusione dal campionato di Serie C, confermando la tolleranza zero verso le anomalie finanziarie e gestionali nel calcio professionistico.









