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24 Aprile 2026
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Guarascio rompe il silenzio, la lettera aperta sui social: “Stadio vuoto e critiche, così si danneggia il Cosenza”

Il presidente del Cosenza Calcio interviene denunciando attacchi personali, scarso sostegno e chiedendo compattezza attorno alla squadra in un momento decisivo della stagione.

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Il presidente del Cosenza Calcio, Eugenio Guarascio, affida a una lunga lettera aperta sul profilo social del club il proprio punto di vista su una fase definita “delicata” della stagione. “Ciò che sta accadendo ha dell’inverosimile“, scrive, denunciando una serie di attacchi personali e accuse relative alla gestione societaria e a presunte trattative con imprenditori interessati all’acquisizione del club.

“Un fronte contro di me”

Nel documento, Guarascio parla apertamente della formazione di un clima ostile: “Si è creato un fronte compatto contro la mia persona“, sottolinea, rivendicando però il proprio impegno diretto nel mantenere competitiva la squadra. Il presidente evidenzia come, nonostante le difficoltà, il club stia disputando “un ottimo campionato“, grazie anche al lavoro dello staff tecnico.

Il nodo stadio e il silenzio dei tifosi

Uno dei passaggi più critici riguarda la scarsa partecipazione del pubblico: “Gli spalti sono puntualmente vuoti ogni domenica“, osserva, parlando di un silenzio “assordante” in un momento cruciale. Guarascio richiama inoltre l’attenzione su possibili problematiche legate all’utilizzo dello stadio, definendo la situazione “preoccupante e allarmante”.

L’appello all’unità

Il presidente invita tutte le componenti – istituzioni, imprenditori e tifosi – a fare fronte comune: “Dovremmo essere compatti e fare gruppo intorno alla squadra“. Un appello che arriva mentre il club è impegnato nella corsa verso i play-off, obiettivo che, secondo Guarascio, richiede il sostegno concreto della città.

Apertura alla cessione, ma senza condizioni

In chiusura, il numero uno rossoblù lascia aperta la porta a eventuali nuovi investitori: “Se qualcuno vuole seriamente subentrare io sono pronto a cedere“. Ma pone un limite netto: “Non cederò mai a ricatti“.

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