Uno scontro istituzionale e normativo si apre all’interno del Comune di Borgia attorno al futuro dell’assetto della sicurezza urbana e della Polizia Locale. Il consigliere comunale di opposizione Giovanni Maiuolo ha depositato un’articolata e dura interrogazione a risposta scritta indirizzata al Sindaco, al Presidente dell’assise e al Segretario Generale, trasmettendo la documentazione per conoscenza anche al Prefetto di Catanzaro, alla Procura della Corte dei Conti e all’ANAC. Oggetto del contendere è la deliberazione di Giunta n. 39/2026 dello scorso 13 marzo, con cui l’esecutivo cittadino ha disposto la riorganizzazione della dotazione organica e la contestuale soppressione del Corpo di Polizia Locale, trasformato in mero servizio strutturale interno.
Le contestazioni sulla competenza dell’atto e i nodi normativi
Alla base dell’atto ispettivo vi è la presunta illegittimità del percorso procedurale seguito dall’amministrazione comunale, che avrebbe bypassato le prerogative dell’organo consiliare.
“La Giunta Comunale potrebbe aver travalicato le proprie funzioni, esautorando completamente il Consiglio e mettendo a rischio la sicurezza del territorio»”, dichiara il consigliere comunale Giovanni Maiuolo. “L’assetto del Corpo di Polizia Locale è disciplinato da un apposito Regolamento Comunale e, per legge (art. 42 del TUEL) e giurisprudenza consolidata, ogni modifica rientra nelle competenze esclusive e inderogabili del Consiglio Comunale. La Giunta, deliberando in totale autonomia, ha configurato un evidente vizio di incompetenza assoluta e carenza di potere”.
Le ricadute operative e i rischi per la catena di comando
Le criticità sollevate dal rappresentante dell’opposizione toccano direttamente anche l’operatività quotidiana e le gerarchie istituzionali necessarie per lo svolgimento delle funzioni di pubblica sicurezza.
“Si interrompe il filo diretto previsto dalla Legge Quadro n. 65/1986 tra il Comandante della Polizia Locale e il Sindaco quale Autorità locale di Pubblica Sicurezza. In questo modo, il personale in uniforme viene illegittimamente sottoposto alla direzione di figure burocratico-amministrative che non possiedono le qualifiche di Polizia Giudiziaria e Pubblica Sicurezza” puntualizza il consigliere.
L’allarme sulle spese legali e la richiesta di revoca della delibera
Accanto ai profili amministrativi, l’interrogazione solleva un chiaro monito in merito all’impatto economico finanziario che la riorganizzazione potrebbe produrre sul bilancio dell’ente municipale.
“Questo provvedimento esporrà inevitabilmente l’Ente a ricorsi davanti al TAR e al Giudice del Lavoro da parte del personale e dei sindacati. Il rischio concreto è una condanna al pagamento di spese legali e risarcimenti, con conseguente potenziale danno erariale per il Comune” avverte l’esponente dell’opposizione, che nell’atto ispettivo chiede formalmente al primo cittadino di chiarire le motivazioni della scelta, esibire i pareri tecnici e “procedere all’immediata sospensione e revoca in autotutela della delibera, riportando l’intera discussione nella sede legittima del Consiglio Comunale”.












