14 Agosto 2026
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Bufera sull’Asp di Catanzaro: esposto di Costanzo alla Procura e alla Corte dei Conti

Il consigliere comunale contesta la delibera dell'Azienda Sanitaria che assegna un incarico quinquennale a ridosso della scadenza del mandato del commissario Battistini. Sotto la lente la regolarità delle procedure, il rispetto della legge regionale e il mancato scorrimento delle graduatorie vigenti.

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Nuova tempesta politica e amministrativa sulla gestione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. A poco più di un mese dalla conclusione del mandato del commissario straordinario, il generale Antonio Battistini, il consigliere comunale Sergio Costanzo riapre il fronte delle contestazioni e preannuncia un doppio esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro e alla Procura regionale della Corte dei Conti per la Calabria. Al centro dello scontro vi è la delibera numero 1055 dello scorso 7 agosto 2026, con la quale l’Asp ha approvato gli atti e i verbali per il conferimento di un incarico dirigenziale della durata di cinque anni nell’area PTA a favore di una candidata già assistente della struttura commissariale. Un atto che Costanzo definisce una “manovra d’uscita che ha tutto il sapore dell’occupazione del potere”, sostenendo che “anziché limitarsi alla stretta ordinaria amministrazione, il Generale Battistini regala un contratto dirigenziale di cinque anni alla sua più stretta collaboratrice”.

Le presunte violazioni normative e le ombre sulla gestione sanitaria

Secondo quanto ricostruito dal consigliere, l’operazione presenterebbe profili di criticità in relazione al quadro normativo vigente. Costanzo richiama in particolare la legge regionale della Calabria numero 18 del 2025, evidenziando i vincoli imposti in materia di proroghe e di utilizzo delle graduatorie concorsuali attive per i profili dirigenziali dell’area amministrativa. La scelta dell’Asp di ricorrere a una procedura che Costanzo giudica “fiduciaria”, anziché attingere allo scorrimento dei concorsi già espletati, penalizzerebbe giovani professionisti idonei e violerebbe le disposizioni regionali. L’iniziativa legale si inserisce in una disamina critica più ampia sull’operato dell’azienda: “I numeri e i fatti non mentono”, incalza il consigliere, puntando il dito contro i ritardi nell’attuazione delle Case di Comunità finanziate dal PNRR, il disavanzo di bilancio e i disservizi nell’assistenza sul territorio. “Tra bilanci in profondo rosso, liste d’attesa infinite, presidi territoriali fantasma ed un’assistenza sanitaria ai minimi storici – afferma Costanzo – la gestione Battistini verrà ricordata non per i successi, ma per il deserto lasciato ai cittadini catanzaresi e per questi blitz dell’ultima ora”. La parola passa ora agli organi di controllo e alla Magistratura contabile, chiamati a valutare la legittimità degli atti approvati, mentre sul piano politico Costanzo ribadisce la linea della fermezza: “Non permetteremo che le stanze dei bottoni dell’ASP diventino un feudo personale” e “la sanità catanzarese merita ben altro che stanze del potere blindate prima dell’addio”.

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