“Oggi ho vissuto uno di quei momenti che non si dimenticano. Nell’Aula Rossa di Palazzo De Nobili, Catanzaro ha abbracciato il cardinale Domenico Battaglia. Non solo con un atto formale, ma con il cuore. Il nostro don Mimmo”.
Lo afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, intervenendo sul conferimento della cittadinanza onoraria al cardinale Domenico Battaglia.
Un ritorno simbolico alla comunità
“Un atto istituzionale solo in apparenza – prosegue Bruno –. In realtà è stato qualcosa di molto più profondo: il riconoscimento di un legame che non si è mai spezzato”.
Il consigliere regionale parla di un ritorno simbolico alla città che ha visto muovere i primi passi della missione pastorale di Battaglia, ricordando la fondazione del Centro Calabrese di Solidarietà, realtà impegnata nel sostegno alle fragilità e oggi guidata da Isa Mantelli.
“Qui ha scelto, senza esitazioni, di stare dalla parte degli ultimi – aggiunge Bruno –. Un’opera diventata nel tempo presidio di speranza e punto di riferimento per centinaia di famiglie, argine concreto alle dipendenze e alla solitudine. Un patrimonio morale e sociale che onora Catanzaro e l’intera Calabria”.
“Una consegna, non una medaglia”
Bruno richiama anche le parole pronunciate dal cardinale durante la cerimonia: “Oggi la cittadinanza onoraria non è una medaglia, è una consegna. Come se Catanzaro mi dicesse: sei dei nostri, ma ricordati dei nostri più stanchi”.
“In questa frase – osserva il consigliere – c’è il senso di una vita spesa accanto a chi fatica e una lezione per tutti noi: il valore di una città si misura dalla capacità di includere e di non scartare nessuno”.
Il ricordo del piccolo Domenico
Particolarmente toccante, sottolinea Bruno, il momento della dedica al piccolo Domenico, accompagnato fino alla fine del suo breve percorso terreno. “Un passaggio che ha fatto calare un silenzio profondo nell’Aula e che ci ha ricordato cosa significhi essere davvero prete degli ultimi”.
L’appello alle istituzioni
“Grazie, don Mimmo – conclude Bruno – perché hai richiamato soprattutto noi che abbiamo responsabilità istituzionali al dovere di non diventare mai comodi, di non voltare lo sguardo, di restare accanto a chi non conta. La dignità della persona e l’attenzione verso chi resta indietro non sono parole astratte, ma la traccia concreta del nostro agire quotidiano”.
Il conferimento della cittadinanza onoraria rappresenta così, nelle parole del consigliere regionale, non solo un riconoscimento formale ma un segnale di continuità tra istituzioni e impegno sociale.









