29 Settembre 2026
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Donne, ‘ndrangheta e maxi processi: a Catanzaro la nuova tappa di “Talk About Mafia”

Al centro dell'incontro il ruolo delle donne nella 'ndrangheta, i maxi processi e la legge "Liberi di scegliere"

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Il progetto T.A.M. – Talk About Mafia dell’Associazione nazionale magistrati fa tappa a Catanzaro, portando il confronto sui temi della criminalità organizzata fuori dalle aule dei tribunali e direttamente tra i cittadini. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di creare occasioni di studio e dialogo sul territorio, coinvolgendo in particolare le giovani generazioni.

Dopo l’inaugurazione dello scorso giugno a Reggio Calabria, il progetto arriva nel capoluogo calabrese su impulso dei colleghi e della Giunta Esecutiva Sezionale dell’Anm di Catanzaro. La scelta della sede non è casuale: l’incontro si svolgerà infatti nell’aula magna di una scuola, proprio per favorire un rapporto diretto tra magistrati, cittadini e studenti.

Magistrati e giovani, il confronto esce dai palazzi di giustizia

La caratteristica centrale del progetto è rappresentata dalla volontà di portare la riflessione sulla criminalità organizzata al di fuori dei tradizionali contesti giudiziari. L’obiettivo è creare un confronto nel quale magistrati e cittadini possano incontrarsi, condividere esperienze e interrogarsi sugli strumenti necessari per contrastare le mafie.

Una particolare attenzione sarà rivolta ai giovani, anche attraverso la scelta di una sede scolastica. Un’impostazione legata anche all’esperienza personale di chi ha promosso l’iniziativa, impegnato come allenatore volontario di rugby per ragazzi.

Donne e ‘ndrangheta, il ruolo al centro della prima sessione

Uno dei temi principali della giornata sarà il ruolo delle donne nella ‘ndrangheta, argomento che sarà approfondito dalle magistrate Marisa Manzini, Giulia Pantano e Annamaria Frustraci.

La discussione punterà quindi sull’analisi delle dinamiche che coinvolgono le donne all’interno dei contesti mafiosi, affrontando il fenomeno attraverso l’esperienza maturata dalle magistrate impegnate nel contrasto alla criminalità organizzata.

A concludere le due sessioni di studio sarà Anna Introini, che potrà mettere a confronto le proprie esperienze processuali relative alle donne di ‘ndrangheta con quelle maturate sul piano dell’organizzazione degli uffici giudiziari, anche alla luce del precedente incarico come presidente di Tribunale.

Maxi processi, dalla fase cautelare al dibattimento

La seconda sessione sarà dedicata alla complessità dei maxi processi, analizzati lungo tutto il percorso giudiziario, dalla fase cautelare fino al dibattimento.

Al centro del confronto ci saranno anche gli aspetti organizzativi e la disponibilità delle risorse giudiziarie, elementi che assumono particolare rilievo quando gli uffici devono affrontare procedimenti di grandi dimensioni e caratterizzati da un elevato numero di imputati e attività processuali.

A discuterne saranno la giovane magistrata Lucia Antonella Bongiorno e il procuratore distrettuale Camillo Falvo, attraverso un dialogo pensato per mettere a confronto esperienze professionali differenti.

Generazioni di magistrati a confronto

La presenza di relatori appartenenti a generazioni diverse rappresenta uno degli elementi caratterizzanti di Talk About Mafia. L’intento è favorire un’osmosi tra esperienze e conoscenze maturate da magistrati entrati in servizio in periodi differenti.

Anche la scelta di non affidare ai capi del distretto il ruolo di relatori risponde a una precisa impostazione. La loro presenza è prevista attraverso un saluto rivolto ai partecipanti, con l’obiettivo di lasciare spazio anche alla dimensione personale e professionale di chi ha alle spalle molti anni di attività giudiziaria.

La legge “Liberi di scegliere” al centro del confronto

La tappa di Catanzaro avrà inoltre una caratteristica particolare: sarà il primo convegno del progetto dedicato all’analisi del dato normativo della legge cosiddetta “Liberi di scegliere”.

Il provvedimento nasce dall’esperienza del protocollo elaborato dal magistrato Roberto Di Bella, che parteciperà all’incontro a distanza. L’obiettivo della normativa è offrire maggiori tutele a chi intende interrompere il legame con il proprio contesto familiare mafioso, soprattutto quando tale contesto ha caratterizzato il percorso di crescita della persona.

Il confronto servirà quindi ad approfondire le novità introdotte dalla legge e il possibile impatto degli strumenti normativi nel sostegno a chi decide di rompere il patto familiare mafioso.

Anche il Csm partecipa all’iniziativa

Come già avvenuto a Reggio Calabria, anche a Catanzaro sarà presente una rappresentanza del Consiglio superiore della magistratura. Parteciperà infatti la magistrata Maria Vittoria Marchianò, che ha esercitato per diversi anni funzioni giudiziarie penali proprio nel territorio catanzarese.

La sua presenza si inserisce nel percorso di attenzione e confronto che il progetto T.A.M. intende costruire attorno al tema della lotta alle mafie, mettendo in relazione magistratura, istituzioni e società civile.

Chiara Colosimo per la prima volta a un evento dell’Anm

A raccogliere gli spunti delle due sessioni sarà infine Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare antimafia, che parteciperà per la prima volta a un evento organizzato dall’Anm.

La sua presenza viene inserita dagli organizzatori nel percorso di dialogo tra istituzioni e magistratura sui temi della criminalità organizzata e degli strumenti normativi per contrastarla.

L’iniziativa vuole così mantenere alta l’attenzione sul fenomeno mafioso attraverso il confronto e la condivisione di esperienze, anche nel ricordo dei magistrati che hanno segnato la storia della lotta alle mafie e lasciato un’eredità professionale da raccogliere e proseguire.

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