28 Giugno 2026
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Italia Nostra lancia il piano per la Riserva delle Dune di Giovino: è già scontro politico tra Comune e opposizione

Presentato il progetto da 120mila euro finanziato dalla Regione Calabria per il recupero della flora autoctona e la tutela dell'ecosistema ionico. Il consigliere della Lega Eugenio Riccio attacca sui ritardi e sulla pista ciclabile, l'associazione replica

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Un percorso integrato che mira a ridefinire il valore ambientale della costa ionica calabrese, rimettendo al centro la tutela della biodiversità come bene collettivo. Questo il fulcro del progetto di riqualificazione floristico-vegetazionale della Riserva naturale regionale delle Dune di Giovino, presentato ufficialmente da Italia Nostra durante un affollato incontro pubblico al Valentino Beach Club di Catanzaro Lido. L’intervento, avviato lo scorso febbraio con una durata complessiva di dodici mesi, è finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito del Programma FESR FSE+ 2021-2027 per un importo di 120mila euro.

Il piano d’azione prevede la rinaturalizzazione dell’habitat protetto mediante la coltivazione in serra delle specie vegetali autoctone e la loro successiva reintroduzione nell’area protetta. Parallelamente, l’intervento prevede la perimetrazione delle zone più sensibili, la regolamentazione degli accessi, l’installazione di cartellonistica informativa e la creazione di nuovi percorsi didattici. Le opere strutturali saranno affiancate da laboratori scientifici e iniziative di divulgazione ambientale rivolte alle scuole del territorio. Nel corso del pomeriggio, è stata inoltre annunciata l’intitolazione della serra di coltivazione alla memoria di Franco Santopolo, stimato agronomo che ha dedicato la propria attività alla salvaguardia del patrimonio naturalistico regionale.

Il dibattito istituzionale e le relazioni scientifiche

L’incontro ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali e tecnici. Per Angelo Malatacca, consigliere nazionale di Italia Nostra, l’intervento rappresenta un modello di sinergia tra ricerca e società civile, visione condivisa dal consigliere nazionale Carlo De Giacomo, che ha inserito l’opera nel quadro delle attività nazionali a tutela dei paesaggi fragili. La presidente della sezione catanzarese, Elena Bova, ha rivendicato il lungo cammino compiuto per giungere al finanziamento, mentre Giovanni Aramini, dirigente del Settore Parchi e Aree Naturali Protette della Regione Calabria, ha evidenziato l’efficacia della programmazione dei fondi comunitari. Per il Comune di Catanzaro sono intervenuti il dirigente del Settore Ambiente, Andrea Adelchi Ottaviano, l’assessora all’Ambiente Irene Colosimo – che ha ricordato il recente stanziamento per la sentieristica – e la vicesindaca Giusy Iemma, che ha definito la riserva una risorsa strategica per lo sviluppo sostenibile della città.

Sul piano scientifico, le coordinatrici Viola D’Ettore e Krizia Ciangola hanno illustrato la filosofia del progetto, incentrata sul coinvolgimento della cittadinanza. L’architetta Erika Fammartino ha esposto le tecniche ingegneristiche di rinaturalizzazione, supportata dal botanico Giuseppe Caruso, che ha chiarito il ruolo biologico della flora originaria nel consolidamento delle dune. Infine, il geologo Fabio Procopio ha analizzato le criticità geomorfologiche del sito e la naturalista Barbara Santostefano si è soffermata sulla tutela della fauna locale. Al termine del tavolo tecnico, i partecipanti hanno effettuato un sopralluogo guidato sul campo.

La polemica politica: l’affondo di Riccio e la replica di Italia Nostra

La presentazione del piano ha tuttavia innescato un duro scontro politico a distanza. Il consigliere comunale della Lega, Eugenio Riccio, è intervenuto duramente contestando l’assenza tra i relatori del vicepresidente della Giunta regionale Filippo Mancuso e dell’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, sottolineando la forte disparità politica data dalla presenza degli assessori del Partito Democratico della giunta comunale. Riccio ha definito rumorosa la presenza del dirigente regionale Aramini, ricordando che Mancuso, Montuoro e lo stesso Aramini sono stati “i fautori dell’iter che lo scorso anno ha portato all’approvazione della legge regionale che ha istituito la Riserva Naturale delle Dune di Giovino. Una legge nata per proteggere”. Il consigliere d’opposizione ha poi sferrato un attacco diretto all’amministrazione comunale: “Mentre la Regione lavorava sulla carta per salvaguardare l’area, il Comune di Catanzaro lavorava sul ce-mento, realizzando proprio sulle dune un tratto di ciclabile. Un vero e proprio ecomostro. Che fine ha fatto la convenzione con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria per la valorizzazione dell’area delle Dune?”. Riccio ha concluso chiamando in causa direttamente l’associazione: “Italia Nostra dov’è? Dopo l’indignazione iniziale per la realizzazione della ciclabile di cemento sulle dune, il silenzio è stato assordante”.

La replica dei vertici di Italia Nostra è giunta immediata e stringente, rigettando le accuse sollevate dall’esponente politico: “La polemica sollevata dal consigliere comunale Eugenio Riccio appare pretestuosa. L’organizzazione del nostro incontro aveva previsto ovviamente la presenza del vicepresidente Mancuso e dell’assessore Montuoro che, invitati a partecipare, non ci hanno neppure risposto. La presenza di Giovanni Aramini, tanto contestata da Eugenio Riccio, vista l’assenza non giustificata delle alte cariche istituzionali regionali, è stata quanto mai opportuna perché ha rappresentato la Regione Calabria”. I rappresentanti del sodalizio ambientalista hanno poi rivendicato la totale trasparenza e coerenza delle proprie azioni sul territorio: “Ci siamo battuti perché la regione istituisse la riserva, siamo intervenuti contro la pista ciclabile più volte, abbiamo contestato la gara di motocross in adiacenza, abbiamo invitato al convegno il consigliere regionale Ernesto Alecci in quanto firmatario della prima proposta di istituzione della riserva, collaboriamo con l’assessora Irene Colosimo. Tutto alla luce del sole, senza e denigrazione di quanti la pensano diversamente da noi”.

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