“Ignoranza o malafede. Difficile stabilire cosa sia più grave, quando di mezzo ci sono le persone più fragili e le famiglie che le assistono“. È con queste parole che Nunzio Belcaro, assessore ai Servizi sociali del Comune di Catanzaro, interviene sulla misura regionale “La mia estate”, contestando quella che definisce una rappresentazione distorta della vicenda.
Secondo Belcaro, infatti, la diffusione di informazioni che non tengono conto dei tempi amministrativi rischia di avere conseguenze proprio sulle famiglie maggiormente in difficoltà. “Finiscono per diventare vittime anche della cattiva e falsa informazione“, sottolinea l’assessore, che rivendica la necessità di ricostruire i fatti senza strumentalizzazioni.
“Il finanziamento è arrivato a luglio”
Nel merito della misura, Belcaro evidenzia come l’iniziativa della Regione Calabria sia certamente meritevole di apprezzamento, ma sia arrivata quando l’estate era già iniziata. Una tempistica che avrebbe inevitabilmente comportato la necessità di affrontare i passaggi burocratici previsti.
“L’iniziativa della Regione, senza alcun dubbio meritevole di apprezzamento, è arrivata a estate già iniziata e quindi ha dovuto fare i conti con gli inevitabili tempi burocratici relativi alla necessaria variazione di bilancio e alla pubblicazione dell’avviso di sospensione dei termini ad agosto”, spiega l’assessore. Belcaro precisa quindi che “il finanziamento è arrivato a luglio” e che i termini sono stati prorogati per disposizione regionale, proprio perché non potevano decorrere nel mese di agosto.
Tutti gli Ats nella stessa situazione
Un passaggio centrale della replica riguarda il ruolo dell’Ambito territoriale sociale (Ats) di cui il Comune di Catanzaro è capofila. “Tutti e 32 gli Ats si sono quindi trovati nella medesima situazione dell’Ats di cui il Comune di Catanzaro è capofila”, chiarisce Belcaro, respingendo così l’idea che le difficoltà legate all’avvio della misura possano essere ricondotte esclusivamente al capoluogo di regione.
La ricostruzione fornita dall’assessore punta quindi a ricondurre i tempi di attuazione della misura all’iter amministrativo seguito dal finanziamento regionale e agli adempimenti necessari per procedere.
“Demagogia a buon mercato”
Belcaro critica poi duramente le ricostruzioni che, a suo giudizio, finirebbero per alimentare una narrazione diversa rispetto ai fatti. “Raccontare una storia diversa, caricandola di demagogia a buon mercato, può forse servire a far raggranellare qualche briciolo di visibilità“, afferma l’assessore, definendo però questa impostazione “irricevibile” per i servizi sociali del Comune capoluogo di regione.
Il punto, secondo Belcaro, riguarda soprattutto le possibili ricadute sulle famiglie delle persone con disabilità, già alle prese quotidianamente con le difficoltà legate alla cura dei propri cari.
L’appello al mondo dell’associazionismo
La nota si conclude con un richiamo diretto a chi ricopre ruoli rappresentativi nel mondo dell’associazionismo. “Tutto questo dovrebbe essere ben presente a chi riveste cariche rappresentative nel mondo dell’associazionismo, suggerendo un maggiore senso di responsabilità prima di assumere posizioni pubbliche”, conclude Belcaro.
Una presa di posizione netta, dunque, sulla gestione e sulla comunicazione relativa alla misura “La mia estate”, con l’assessore che difende l’operato dell’Ats e invita a evitare letture strumentali di una vicenda che coinvolge direttamente famiglie e persone con disabilità.












