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7 Marzo 2026
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“Offese gratuite dalle Camere Penali”, si riaccende lo scontro tra avvocati e magistrati a Catanzaro

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L’assoluzione in appello dell’avvocato Armando Veneto ha dato il via a un nuovo scontro tra le Camere Penali calabresi e l’Associazione nazionale magistrati. Ad armare la polemica ci hanno pensato per primi i rappresentanti degli avvocati penalisti parlando di “menti devastate dal cancro del sospetto”, “fanatismo belligerante”, “macchina infernale del processo dell’innocente”, “processo imbastito senza prove”. Una terminologia particolarmente offensiva non proprio inedita nelle note delle Camere Penali calabresi. Stavolta la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati non è rimasta in silenzio e ha deciso di intervenire per respingere al mittente le parole di fuoco rivolte contro i giudici e i pubblici ministeri di Catanzaro ribadendo convinta e piena solidarietà ai colleghi. “Voce dal sen fuggita, verrebbe da dire, invettive livorose che travisano quella che è la fisiologia del processo (qual è un’assoluzione in appello che ribalta il verdetto di primo grado) con la patologia” afferma la Giunta in una nota.





Le “offese gratuite” delle Camere Penali

“Ciò che stupisce – prosegue la Gec – è che simili parole provengano da addetti ai lavori e dunque da chi, per conoscenza delle regole del processo e per deontologia professionale, non dovrebbe abbandonarsi, nei confronti di magistrati, a offese tanto gratuite quanto insensate, non esenti da toni vagamente intimidatori (‘pugni serrati’, ‘tensione che non si scioglie’, ‘non dimenticheremo’). Ai colleghi degli uffici giudiziari di Catanzaro, che certo continueranno ad esercitare serenamente le funzioni del loro ufficio, va la nostra convinta e piena solidarietà”. ‎

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