L’annuncio secondo cui alcuni consiglieri comunali e assessori avrebbero lasciato il circolo del Partito Democratico di Cosenza non trova alcuna conferma nei fatti. A chiarirlo è la segretaria cittadina Rosi Caligiuri, che sottolinea come non esistano atti formali né comunicazioni ufficiali depositate presso gli organismi di partito. Alla data odierna, dunque, nessun consigliere risulta aver abbandonato il circolo.
Una notizia costruita per fare rumore
Per Caligiuri non si tratta di un passaggio politico reale, ma di una operazione mediatica finalizzata a creare confusione nell’opinione pubblica. Una mossa che, secondo la segretaria, serve a legittimare posizionamenti istituzionali e ambizioni personali, estranei ai valori fondativi del Partito Democratico e alle regole stabilite dallo statuto.
Eletti nel PD, ma lontani dal confronto democratico
Da tempo, spiega la nota, alcuni consiglieri comunali eletti nelle liste del PD, pur restando formalmente iscritti, hanno scelto di rapportarsi al partito in modo saltuario e strumentale. Una distanza che si è tradotta anche nella nascita di un gruppo consiliare distinto, segnando nei fatti una frattura con la comunità politica democratica e con il rispetto delle regole interne.
Il Partito Democratico non è proprietà degli eletti
Il punto politico è netto: il PD non è il partito degli eletti, ma una comunità fondata sulla partecipazione degli iscritti. La linea politica, anche sul piano amministrativo, viene definita dagli organismi dirigenti legittimamente eletti, dal direttivo e dalla segretaria, non da ruoli istituzionali esercitati al di fuori del confronto democratico interno.
Il dissenso affidato ai giornali
Particolarmente grave, secondo Caligiuri, è l’atteggiamento di alcuni rappresentanti istituzionali di primo piano, a partire dalla vicesindaca, che ricopre anche il ruolo di presidente dell’Assemblea regionale del PD. Il partito viene così vissuto come uno spazio opzionale, da frequentare o abbandonare in base alle convenienze, evitando il confronto negli organismi interni e scegliendo di esprimere dissenso esclusivamente attraverso i media.
Statuto e regole: lasciare il circolo significa lasciare il PD
La segretaria ricorda che lo statuto del Partito Democratico è chiaro: l’iscrizione è legata al circolo della città di residenza. Eventuali scelte di abbandono del circolo di Cosenza, se mai formalizzate, non potrebbero che configurarsi come una rinuncia all’iscrizione al partito, senza scorciatoie né deroghe personali.
Il nodo delle garanzie democratiche
Nel mirino finisce anche la mancata elezione della Commissione provinciale di garanzia, una scelta che rischia di apparire come una copertura politica rispetto a una situazione definita anomala. Il rischio, secondo la nota, è che si consumi a Palazzo dei Bruzi una torsione democratica: sottrarsi al confronto nel partito per muoversi liberamente nelle dinamiche del Consiglio comunale.
L’appello agli organismi superiori
In una fase segnata da una evidente paralisi politica a livello provinciale, Caligiuri invoca l’intervento degli organismi regionali e nazionali del PD, affinché venga ristabilita chiarezza, rispetto dello statuto e centralità della comunità democratica.








