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4 Aprile 2026
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Aggressione nel carcere di Locri: due agenti feriti. E’ il terzo caso di violenza all’interno dei penitenziari

Il SAPPE denuncia le continue aggressioni contro il personale e chiede misure urgenti per la tutela degli operatori. "Non sono più tollerabili queste situazioni ai danni del personale"

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Due agenti della Polizia Penitenziaria sono stati aggrediti nella serata di ieri, all’interno del carcere di Locri. Un detenuto ha sferrato pugni e schiaffi, provocando contusioni giudicate guaribili in dieci giorni dai medici dell’ospedale. L’episodio solleva nuovamente l’allarme sulla sicurezza all’interno degli istituti di pena.

La dinamica dell’aggressione e i precedenti

L’aggressione di ieri sera a Locri si inserisce in un contesto preoccupante: si tratta infatti del terzo caso di violenza ai danni del personale in poco tempo. A renderlo noto è Franco Denisi, segretario provinciale del SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) di Reggio Calabria, sottolineando una crescente escalation di atti ostili all’interno della struttura.

La denuncia del SAPPE e le richieste di intervento

La pazienza del personale penitenziario è al limite. Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del SAPPE, e Francesco Ciccone, segretario regionale, esprimono con fermezza la loro indignazione: “Non sono più tollerabili queste continue aggressioni al personale di polizia penitenziaria”. Per far fronte a questa emergenza, il sindacato ha avanzato precise richieste all’amministrazione. Istituti dedicati per detenuti violenti: Il SAPPE chiede l’individuazione di strutture specifiche sul territorio nazionale, destinate esclusivamente alla custodia dei detenuti ritenuti più aggressivi. In questi istituti, dovrebbe essere applicato un regime detentivo chiuso, “almeno fino a quando non imparano a rispettare le regole”. Restrizioni e trasferimento immediato: Per il detenuto responsabile dell’aggressione di Locri, i sindacalisti invocano l’applicazione delle restrizioni previste dall’articolo 14 bis dell’ordinamento penitenziario e l’immediato trasferimento in un’altra sede.

La necessità di tutelare gli agenti

Un altro punto critico sollevato dal SAPPE riguarda il destino dei detenuti violenti trasferiti. “Ci viene anche riferito che i detenuti trasferiti per motivi di ordine e sicurezza, a volte, vengono rimandati a Locri, per cui il collega aggredito se lo ritrova allo stesso posto di prima. Ciò non è tollerabile”, denunciano i rappresentanti sindacali. Questa pratica mette a rischio l’incolumità degli agenti e mina l’efficacia delle misure disciplinari. La situazione nel carcere di Locri e, più in generale, negli istituti penitenziari italiani, richiede un’attenzione urgente e risposte concrete per garantire la sicurezza del personale e il rispetto delle regole.

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