× Sponsor
12 Marzo 2026
12.1 C
Calabria
spot_img

Alberi di leccio estirpati e spediti in Puglia, scoperto traffico illegale nel Vibonese

Bloccati dai Carabinieri forestali mentre sradicavano piante alte oltre 10 metri: volevano rivenderle per giardini privati

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Estirpavano alberi secolari di leccio per rivenderli come piante ornamentali nei giardini privati della Puglia. È quanto hanno scoperto i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Vallelonga, che hanno bloccato i responsabili durante un intervento in un’area boschiva del comune di San Nicola da Crissa, nel Vibonese.
L’operazione rientra nei controlli disposti dal Gruppo Carabinieri Forestale di Vibo Valentia per la tutela del patrimonio boschivo della provincia. I militari, supportati dai colleghi della stazione di Serra San Bruno, sono intervenuti nella località Fallà, all’interno di un esteso bosco di macchia mediterranea considerato di elevato valore naturalistico.

Alberi alti oltre dieci metri sradicati con escavatori

Secondo quanto accertato, gli autori stavano operando senza alcuna autorizzazione, utilizzando escavatori e strumenti professionali per estirpare diversi alberi di leccio alti oltre dieci metri.
L’intervento ha comportato un forte impatto sull’ambiente circostante, con il mutamento del profilo del suolo e un aumento del rischio idrogeologico nell’area. L’asportazione delle piante ha inoltre compromesso la capacità di rigenerazione del bosco, provocando un degrado dell’ecosistema forestale e della biodiversità vegetale e animale.

Destinazione: giardini privati in Puglia

Gli alberi erano già pronti per il trasporto. Le radici erano state avvolte in teli e reti metalliche, una tecnica utilizzata per consentire il trasferimento delle piante.
Secondo quanto ricostruito dai militari, le piante sarebbero state caricate su autoarticolati e trasportate in Puglia, dove sarebbero state reimpiantate in giardini privati come alberi ornamentali.

Denunce e violazioni ambientali

I responsabili sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per diversi reati, tra cui violazione del vincolo paesaggistico, inquinamento ambientale e deturpamento di bellezze naturali.
Nel corso dell’operazione sono state inoltre contestate irregolarità nella commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione, oltre a violazioni amministrative legate alla normativa forestale e al vincolo idrogeologico.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE