La Sorical, la società che gestisce il servizio idrico in Calabria, è intervenuta nelle ultime ore per fermare la circolazione di un contenuto definito dall’azienda «completamente falso». La segnalazione arriva attraverso un post ufficiale pubblicato sulla pagina Facebook della società, dove Sorical ha reso noto di aver inoltrato a Meta la richiesta di rimozione del messaggio, ormai virale sui social, che annunciava presunti disservizi idrici in varie aree di Rende e Cosenza.
Secondo quanto riportato nel post incriminato, una lunga interruzione dell’acqua sarebbe stata provocata da “interventi urgenti di riparazione sulla condotta dell’acquedotto Abatemarco”, circostanza che ha generato preoccupazione e numerose segnalazioni da parte dei cittadini. Sorical chiarisce invece che nessun avviso ufficiale relativo a simili problematiche è stato diffuso dall’azienda e che la notizia «non corrisponde in alcun modo a comunicazioni o avvisi emessi dalla società».
La posizione dell’azienda
Nel comunicato diffuso sulla piattaforma social — la cui data non è specificata nel testo originale fornito — Sorical afferma: «Visto il procurato allarme, l’autore del post sarà denunciato alle autorità competenti». È una dichiarazione che evidenzia la volontà dell’azienda di procedere sul piano giudiziario per contrastare la diffusione di fake news riguardanti un servizio essenziale come quello idrico.
La società invita inoltre gli utenti a verificare l’attendibilità delle informazioni prima di condividerle, ribadendo che ogni aggiornamento riguardante disservizi, interventi o eventuali criticità sulla rete idrica viene comunicato esclusivamente tramite i canali ufficiali dell’ente.
Un appello alla responsabilità informativa
Pur senza introdurre valutazioni o interpretazioni ulteriori, la posizione espressa dalla società idrica calabrese pone l’accento sulla necessità di un uso corretto delle informazioni che circolano online. Sorical ricorda ai cittadini che soltanto i canali istituzionali dell’azienda offrono dati affidabili sul servizio e che la diffusione di notizie prive di fondamento può rappresentare un rischio concreto per la collettività quando riguarda beni essenziali come l’acqua.










