Il mondo dell’avvocatura penale calabrese si schiera compatto a difesa dei principi costituzionali e della dignità della professione forense. Il Coordinamento delle Camere Penali Calabresi ha espresso piena condivisione e convinto sostegno alla Camera Penale di Cosenza “Fausto Gullo”, intervenuta duramente dopo alcune dichiarazioni rese durante il “Festival Voci di Legalità”, in occasione della presentazione del docufilm dedicato a Giovanni Losardo.
Nel mirino dei penalisti sono finite le critiche espresse sul fatto che un legale avesse assunto la difesa di un determinato imputato. Un attacco che il Coordinamento definisce inaccettabile.
“La memoria delle vittime, la ricerca della verità e la ricostruzione storica costituiscono valori essenziali di una società democratica – si legge nella nota dei penalisti calabresi -. Proprio per questo, tuttavia, non può essere consentito che tali valori vengano piegati sino a mettere in discussione principi che appartengono al patrimonio costituzionale del nostro Paese”.
L’affondo dei penalisti: “La Toga difende le garanzie di tutti i cittadini”
Secondo i rappresentanti delle Camere Penali, considerare inconcepibile la difesa di un imputato significa confondere la funzione tecnica del legale con una presunta condivisione morale dei reati contestati. Questo meccanismo rischia di delegittimare uno dei pilastri fondamentali dello Stato di diritto.
“Ritenere ‘inconcepibile’ che un avvocato abbia assunto la difesa di un imputato significa confondere la funzione costituzionale della difesa con una presunta adesione morale ai fatti contestati – attacca il Coordinamento delle Camere Penali Calabresi – finendo per delegittimare uno dei pilastri dello Stato di diritto. Ogni imputato ha diritto alla difesa e ogni Avvocato ha il dovere e la responsabilità di garantirla”.
Il caso solleva una reazione ancora più ferma poiché le contestazioni hanno lambito la memoria del professor Luigi Gullo. I penalisti considerano particolarmente grave che i giudizi morali investano un Maestro di intere generazioni di legali, protagonista della storia professionale e civile del territorio. La Toga, ribadisce il documento, non è il simbolo di una parte, ma la rappresentazione visibile delle garanzie di ogni singolo cittadino.
I firmatari del documento a sostegno della civiltà giuridica
La nota di ferma protesta e di richiamo alla cultura delle garanzie costituzionali, redatta a Palmi, mette in fila i responsabili di tutte le sezioni territoriali della regione che hanno voluto siglare l’atto in maniera corale.
A firmare il documento sono stati i rappresentanti delle diverse sezioni calabresi, a partire da Giuseppe Milicia per il Coordinamento regionale, seguito da Michele Donadio per Castrovillari, Francesco Iacopino per Catanzaro, Roberto Le Pera per Cosenza e Romualdo Truncè per Crotone. Hanno siglato il testo anche Renzo Andricciola per la camera penale di Lamezia Terme, Antonio Alvaro per quella di Locri, Giuseppe Bruno per Paola, Francesco Formica per Palmi, Francesco Siclari per Reggio Calabria, Giovanni Zagarese per Rossano e Giuseppe Bagnato per la sezione di Vibo Valentia.









