22 Ottobre 2026
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Caos alla seduta di laurea all’Unical, la rabbia del rettore: “Identificati alcuni dei responsabili”

Il malore improvviso di un docente costringe a riorganizzare gli esami, ma alcuni familiari dei candidati bloccano un’altra sessione. Gianluigi Greco condanna l’azione di forza: ripristinato l’ordine, tutte le discussioni e le proclamazioni si sono svolte regolarmente

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Doveva essere una giornata dedicata al traguardo universitario di oltre dieci laureandi, si è trasformata in un episodio di forte tensione all’Università della Calabria. Al Dipartimento di Studi Umanistici (DiSU), un improvviso malore che ha colpito un docente ha imposto la riprogrammazione di una seduta di laurea, coinvolgendo candidati per i quali il professore svolgeva il ruolo di relatore o correlatore. La situazione è poi degenerata quando alcuni familiari degli studenti, secondo la ricostruzione dell’Ateneo, hanno bloccato un’altra sessione, compromettendo il regolare svolgimento delle attività accademiche.

A intervenire è stato il rettore Gianluigi Greco, che ha condannato duramente quanto accaduto, rivendicando al contempo la capacità dell’Università di gestire l’emergenza e garantire il completamento delle procedure di laurea.

Il malore del docente e la protesta

L’origine della vicenda è legata alle condizioni di salute del professore, il cui improvviso malore ha reso necessaria una riorganizzazione della seduta prevista. Mentre la direzione del Dipartimento, il Prorettorato alla Didattica e i rappresentanti delle associazioni studentesche informavano il rettore sull’accaduto, alcuni congiunti dei candidati avrebbero dato vita a un’azione di forza, interrompendo un’altra sessione di laurea.

“Prima ancora che potessi valutare lo stato delle cose e ipotizzare una qualche soluzione, ho dovuto apprendere che alcuni congiunti e familiari dei candidati avevano dato vita a un’azione di forza, bloccando una differente seduta del Dipartimento, compromettendone il regolare svolgimento e incidendo sui diritti degli altri laureandi”, ha dichiarato Greco.

Una condotta che, secondo l’Ateneo, ha oltrepassato i limiti della protesta, mettendo a rischio il normale svolgimento delle attività universitarie e la tutela degli altri studenti coinvolti.

L’intervento dell’Ateneo: lauree salvate

Superata la fase più critica, la situazione è stata riportata sotto controllo in tempi rapidi, con il ripristino delle condizioni di sicurezza all’interno del Dipartimento. L’Università e la struttura didattica hanno quindi attivato una soluzione organizzativa alternativa, evitando che l’emergenza si traducesse nella cancellazione delle discussioni di laurea.

È stata costituita una commissione sostitutiva, sulla base delle valutazioni fornite dal docente nonostante le difficili condizioni di salute. In questo modo, entrambe le sessioni hanno potuto proseguire, garantendo lo svolgimento delle discussioni e delle proclamazioni.

“Di fronte a tale criticità, mi preme sottolineare la significativa capacità di gestione organizzativa e di reazione dimostrata dall’Ateneo e dal Dipartimento”, ha sottolineato il rettore, evidenziando la rapidità con cui è stata individuata una soluzione per salvaguardare il percorso accademico dei candidati.

La condanna del rettore: “Comportamenti intollerabili”

Al di là della soluzione organizzativa, resta la gravità di quanto avvenuto. Greco ha ribadito che l’Università non può accettare comportamenti capaci di compromettere le attività istituzionali e i diritti della comunità accademica.

“L’Ateneo non può e non intende tollerare comportamenti come quelli che hanno compromesso il regolare svolgimento delle attività nelle nostre aule, creando il rischio di una grave situazione di disordine pubblico”, ha affermato.

Il rettore ha richiamato anche la dimensione umana dell’accaduto, soffermandosi sulla necessità di mantenere sensibilità e rispetto di fronte alle condizioni di salute del docente.

“È peraltro sconcertante constatare come, davanti a notizie mediche tutt’altro che rassicuranti su un nostro docente, non sempre siano state manifestate la necessaria sensibilità e attenzione per la situazione umana in corso”, ha aggiunto.

Identificati alcuni dei coinvolti, possibili provvedimenti

La vicenda potrebbe ora avere conseguenze sul piano delle responsabilità individuali. Secondo quanto comunicato dal rettore, alcune delle persone coinvolte sono state identificate e l’Università avvierà le iniziative necessarie per accertare eventuali responsabilità.

“Avverto il preciso dovere morale, prima ancora che istituzionale, di segnalare e condannare con fermezza tutte le occasioni in cui comportamenti prevaricatori e lesivi dei diritti altrui rischiano di compromettere il senso civico e le regole basilari della convivenza civile”, ha dichiarato Greco.

Il rettore ha infine richiamato i principi che devono caratterizzare la vita universitaria: confronto, dialogo e rispetto reciproco. La risposta organizzativa dell’Unical ha consentito di salvaguardare le sedute e il percorso dei laureandi, ma resta aperta la questione delle condotte che hanno provocato momenti di tensione in un luogo destinato alla formazione e alla crescita culturale.

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