In Calabria, la carenza di personale nei presidi sanitari è una piaga cronica che pesa ogni giorno sulle spalle dei pazienti. Eppure, quando le graduatorie esistono e i lavoratori sono pronti a prendere servizio, la burocrazia regionale riesce a congelare i diritti e a bloccare le assunzioni. L’ultimo caso emblematico coinvolge i vincitori e idonei della graduatoria Oss dell’ex Azienda Mater Domini: 103 Operatori Socio-Sanitari a cui è stata formale richiesta di disponibilità per prendere servizio presso l’Asp di Catanzaro, ma che a distanza di oltre un mese si ritrovano incastrati in un limbo ingiustificato.
Soltanto 24 contratti sottoscritti su 103 chiamate
La vicenda ha origine lo scorso 18 giugno 2026, quando Azienda Zero — l’ente di governo della sanità regionale — invia una nota ufficiale per comunicare che l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro ha espresso la necessità urgente di arruolare 103 Operatori Socio-Sanitari. Contestualmente, viene chiesto ai primi 103 lavoratori posizionati in graduatoria di esprimere la propria immediata adesione.
Tutti gli interpelli rispondono presente entro i termini stabiliti. Ma da quel momento, il meccanismo si blocca: a fronte di un fabbisogno conclamato e di una disponibilità formalizzata, soltanto 24 lavoratori vengono convocati per la firma del contratto. Gli altri 79 operatori restano a casa, in attesa di risposte che non arrivano.
L’atto di intimazione e la violazione dell’articolo 1337
Stanchi dell’ennesimo immobilismo istituzionale, gli operatori hanno deciso di passare alle vie legali affidando la propria tutela all’avvocato Francesco Pitaro, che ha inoltrato un formale atto di diffida indirizzato ai vertici di Azienda Zero e dell’Asp di Catanzaro.
Nel documento si sottolinea come la condotta degli enti regionali sia palesemente illegittima e in forte contrasto con i principi generali del diritto civile: “È davvero illogico ed antigiuridico da un canto aver chiesto a 103 Operatori socio sanitari di esprimere la loro disponibilità all’assunzione e, dall’altro canto, una volta acquisita la disponibilità dei lavoratori, non procedere all’assunzione dei detti lavoratori. Non è dato capire perché, se le parti hanno espresso la volontà di incontrarsi e sussiste la necessità di coprire i posti, non si proceda omissivamente all’assunzione di tutti i 103 operatori”.
Nel testo dell’istanza viene richiamato in modo esplicito l’articolo 1337 del Codice Civile, il quale impone alle parti di comportarsi secondo buona fede nella fase delle trattative e della formazione del contratto. Secondo la ricostruzione del legale, l’incrocio tra la richiesta di Azienda Zero e l’adesione tempestiva degli Oss ha fatto sorgere un vero e proprio diritto all’assunzione in capo ai lavoratori e il corrispondente obbligo in capo alle amministrazioni pubbliche coinvolte.
L’ultimatum di sette giorni e la richiesta di scorrimento totale
L’atto di intervento fissa un ultimatum perentorio di sette giorni a partire dal ricevimento della notifica. Entro questo termine, Azienda Zero e l’Asp di Catanzaro dovranno completare l’iter procedurale e stipulare i contratti di lavoro con tutti i 79 operatori ancora rimasti esclusi.
Contestualmente, la diffida sollecita un’ulteriore misura per fare fronte all’emergenza negli ospedali calabresi: procedere allo scorrimento integrale della graduatoria fino all’esaurimento dei profili idonei, così da garantire standard assistenziali dignitosi all’interno dei reparti e dare risposta tempestiva alle necessità della cittadinanza.











