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4 Marzo 2026
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Calabria
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Ciclone Harry, dati Arpacal shock: in 96 ore caduta la metà della pioggia di un anno. A San Sostene 570 mm

L'evento, definito "di scala secolare", ha colpito duramente le province di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria. Ecco tutti i numeri

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La Calabria sta affrontando una fase di maltempo dalle proporzioni storiche. Secondo l’ultimo report di Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), la regione è stata investita da una perturbazione di eccezionale persistenza e intensità. In sole 96 ore, diverse località hanno registrato accumuli pluviometrici che normalmente si distribuiscono in sei mesi, con valori definiti dagli esperti come “senza precedenti” per le serie storiche locali.

La mappa degli accumuli: record a San Sostene

Il picco massimo è stato toccato dalla stazione pluviometrica di San Sostene – Alaco, nel Catanzarese, dove sono stati misurati 569,9 millimetri di pioggia (pari a oltre 500 litri per metro quadrato). La stazione pluviometrica di San Sostene – Alaco, nel Catanzarese, ha registrato 569,9 millimetri di pioggia, pari a oltre 500 litri per metro quadrato. I dati sono riportati da Arpacal, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria, che segnala anche 524,2 millimetri caduti a Stilo; 425,4 a Fabrizia – Cassari; 404,6 a Santa Cristina d’Aspromonte; 381,2 millimetri a Chiaravalle Centrale; 363,4 a Roccaforte del Greco; 321,6 a Mongiana P.; 314,2 a Fabrizia e 300 millimetri a Petronà.

Analisi tecnica: un evento di scala secolare

L’eccezionalità del fenomeno non risiede solo nella quantità d’acqua, ma nella sua natura stazionaria. Arpacal spiega infatti che si è trattato di un “evento pluviometrico di eccezionale estensione e persistenza, che per caratteristiche e valori registrati può essere definito un evento pluviometrico di scala secolare”.

Le analisi meteo-idrologiche confermano che i campi di precipitazione sono rimasti continui e immobili sopra le medesime aree, saturando i suoli e causando un innalzamento repentino dei corsi d’acqua. I valori attuali, sottolinea l’Agenzia, risultano “ampiamente superiori alle medie climatologiche di riferimento”, confermando l’anomalia climatica che sta mettendo a dura prova la tenuta del territorio.

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