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11 Marzo 2026
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Calabria
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Ciclone Harry, il capo della Protezione civile in Calabria: “Onde come palazzi di quattro piani, ma nessun morto” (FOTO)

Fabio Ciciliano, assicura interventi rapidi e lo stato di emergenza: “La Regione quantificherà i danni. Il primo obiettivo è stato salvare vite umane, ora bisogna tornare alla normalità il prima possibile”

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Un’ondata di maltempo senza precedenti, con caratteristiche da evento secolare, ha colpito duramente la Calabria e in particolare le sue coste ioniche. Venti oltre i 110 chilometri orari, piogge concentrate in poche ore come quelle che normalmente cadono in otto mesi, e soprattutto onde alte nove metri e mezzo che per ore si sono abbattute sui litorali come un muro d’acqua. A certificare la gravità del fenomeno è stato il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano, al termine del sopralluogo nel quartiere Lido di Catanzaro, una delle zone più colpite. “Parliamo di una massa d’acqua paragonabile a un palazzo di quattro piani che si è abbattuta sulle coste per diverse ore”, ha spiegato Ciciliano, sintetizzando in modo plastico la forza dell’impatto subito dal territorio calabrese.

Nessun morto, nessun ferito: il dato che cambia tutto

Nel racconto di un disastro naturale di questa portata, c’è però un elemento che ribalta la prospettiva. Ed è quello su cui Ciciliano insiste con forza. “Voglio esprimere un sentimento di orgoglio dopo un evento così devastante, perché ciò che non è accaduto è fondamentale: non abbiamo avuto nessuna perdita, nessun morto, nessun ferito”, ha dichiarato. Un risultato tutt’altro che scontato, considerata la violenza del maltempo che ha colpito il Sud Italia per più giorni, lasciando segni evidenti su infrastrutture, abitazioni e attività economiche.

Per il capo della Protezione civile, questo dato rappresenta la prova che il sistema di prevenzione e gestione dell’emergenza ha funzionato. “Eppure tutto il sistema ha funzionato”, ha ribadito, sottolineando come la macchina della Protezione civile abbia retto l’urto di un evento fuori scala.

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La catena istituzionale e la prevenzione che salva vite

Nel suo intervento, Ciciliano ha voluto mettere in evidenza il lavoro corale delle istituzioni, dal livello locale a quello nazionale. “Dal Comune, con il sindaco quale autorità locale di protezione civile, passando per le Prefetture, fino al livello regionale e all’Unità di crisi del Dipartimento nazionale, tutti hanno lavorato nella stessa direzione”, ha spiegato.

Una sinergia fondata su previsione e prevenzione, che ha prodotto un risultato inedito anche sul piano sociale. “Si è verificata una situazione insolita: cittadini con il fango ancora agli stivali, impegnati a rimettere in piedi le proprie attività, che ringraziano le istituzioni”, ha raccontato Ciciliano. Un’immagine che restituisce la misura di un’emergenza affrontata senza panico, ma con organizzazione.

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Danni enormi e stagione turistica alle porte

L’evento ha colpito duramente non solo la Calabria, ma anche Sicilia e Sardegna, territori con una forte vocazione turistica. Ed è proprio questo uno dei nodi più delicati. “È indispensabile intervenire subito per ripristinare le condizioni necessarie, perché la stagione estiva è alle porte ed è questo il periodo in cui si prepara”, ha avvertito il capo della Protezione civile. Le immagini dei litorali devastati e delle infrastrutture danneggiate rendono evidente che il tema dei danni economici sarà centrale nelle prossime settimane.

Verso lo stato di emergenza nazionale

Sul fronte istituzionale, il percorso è già tracciato. “Si sta lavorando verso la dichiarazione dello stato di emergenza”, ha confermato Ciciliano, spiegando che la sua presenza in Calabria serve anche a semplificare le attività istruttorie necessarie affinché il Consiglio dei Ministri possa deliberare “nel modo più ampio possibile”.

Durante il sorvolo in elicottero lungo la costa calabrese fino al sud del Reggino, il capo della Protezione civile ha potuto osservare direttamente “la forza dell’energia sprigionata dal mare e i danni alle infrastrutture”. La quantificazione precisa dei danni, ha chiarito, spetterà alla Regione attraverso sopralluoghi congiunti, mentre gli interventi concreti arriveranno con le ordinanze di Protezione civile successive alla dichiarazione dello stato di emergenza.

Il primo obiettivo di un sistema di protezione civile maturo è la salvaguardia assoluta della vita umana. Tutto il resto viene dopo”, ha concluso Ciciliano, annunciando che firmerà l’ordinanza “immediatamente dopo la dichiarazione dello stato di emergenza”.

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