Corigliano-Rossano è stata nuovamente colpita dall’alluvione. Il fiume Crati, infatti, ha rotto gli argini in più punti, invadendo alcune frazioni della città. In serata il sindaco Flavio Stasi aveva già invitato gli abitanti ad evacuare le aree più a rischio, ma la piena si è rivelata più devastante del previsto.
Rabbia e frustrazione
“C’è rabbia oltre che stanchezza: lo dico senza giri di parole e senza ipocrisia”, ha scritto Stasi sulla sua pagina Facebook. “C’è rabbia perché la furia della piena ha rotto un argine che avrebbe già dovuto essere messo in sicurezza, perché ci sono i fondi fermi da anni per questi interventi, perché lo abbiamo chiesto ripetutamente”.
Operazioni in corso
Il sindaco ha seguito personalmente le operazioni sul posto: “Stiamo lavorando per rallentare, fermare, mitigare, senza sosta. Ma c’è gente che per la seconda volta in pochi anni ha perso tutto, che aspetta di poter tornare in casa per capire quali mobili deve buttare, che spera di trovare qualcosa nei campi e tra gli animali”. Stasi sottolinea anche l’urgenza di un sostegno concreto: “Spero almeno che stavolta queste persone vengano tenute in considerazione e possano avere la possibilità di ripartire, perché l’ultima volta hanno dovuto rifare tutto da soli”.
Criticità e interventi
“Molta gente è ancora fuori casa, al freddo, perché non ha voluto altre sistemazioni. Le sto incontrando a Ministalla, Thurio, Foggia. Siamo qui e siamo stati qui durante tutta la notte, lavorando per consentire alle imprese di intervenire sull’argine rotto in condizioni difficili e al buio, perché ogni ora è preziosa”. Una delle rotture, forse la più grave a monte della ferrovia, è stata già fortemente ridotta, mentre si lavora contemporaneamente sulle altre criticità.







