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27 Febbraio 2026
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Crati, l’argine ricucito anche grazie al consorzio Sjrio Webuild. Iacobini: “Grazie, un lavoro enorme”

Il sindaco di Cassano all'Ionio riconoscente col consorzio che sta realizzando (qualche chilometro più a nord) il terzo megalotto della statale 106. Mezzi, operai e materiale messo a disposizione gratuitamente

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Sull’argine del fiume Crati, a poche decine di metri dalle case di Lattughelle, il sindaco di Cassano all’Ionio, Giampaolo Iacobini, racconta la ferita e la rinascita.
“La prima ferita negli argini del fiume Crati, nel territorio di Sibari, si era aperta proprio a poche decine di metri dalle case di Lattughelle. Quella ferita oggi non c’è più, ricucita con massi ciclopici e tanto, tanto, tanto terreno al rinforzo“.
Un’immagine potente, quella della “ferita” che non c’è più, sostituita da un’opera imponente di consolidamento. Un lavoro definito dallo stesso sindaco “enorme, straordinario”, frutto dell’impegno collettivo di un territorio colpito duramente dall’esondazione.

La comunità che non si è arresa

“È un lavoro enorme, straordinario, come straordinario è stato l’impegno dei tanti, piccoli e grandi, che hanno dato una mano con tutto il cuore a che questa nostra comunità di Lattughelle prima e dei Laghi di Sibari adesso si risollevasse da una tragedia enorme, forse troppo pesante”.
Parole che raccontano non solo la ricostruzione materiale, ma anche quella morale. “Hanno lavorato tutti, hanno lavorato in tanti”, sottolinea Iacobini, annunciando che nei prossimi giorni renderà pubblico l’elenco di chi si è speso per il territorio: “Cercherò di ricordare l’impegno di ognuno e di renderlo anche pubblico, perché è giusto che sia così”.

Il ruolo decisivo di Sjrio Webuild

Ma sull’argine ricostruito il sindaco sceglie di raccontare un’altra storia, quella della società Sjrio Webuild, impegnata nella realizzazione del terzo megalotto della statale 106, qualche chilometro più a nord per quello che è ad oggi il cantiere stradale più grande d’Italia.
“Nei giorni, nelle ore immediatamente successive all’esondazione, Sjrio Webuild è corsa qui con i suoi uomini, i suoi mezzi, il suo know-how per dare una mano alla comunità ferita e ha iniziato a lavorare senza sosta, per giorni, anche di notte, per ripristinare l’integrità dell’argine in quattro punti diversi“.
Non solo interventi strutturali. L’azienda, racconta il sindaco, ha garantito anche gran parte del servizio mensa per le popolazioni e per le centinaia di operai e volontari impegnati nell’emergenza.

“Non chiederemo nulla”: il gesto che vale più di ogni parola

Durante un sopralluogo conclusivo sugli argini, Iacobini ha incontrato l’amministratore delegato della società, l’ingegnere Salvatore Lieto, che ha comunicato una decisione destinata a lasciare il segno.
“Per i lavori svolti qui sugli argini di Lattughelle, per la riparazione delle quattro fratture apertesi lungo il corso del fiume Crati, Sjrio Webuild ha deciso di non richiedere alcuna somma e di ritenere doveroso e opportuno offrire tanto impegno e tanto sacrificio a favore della comunità”. ha sottolineato Iacobini.
Un gesto che il primo cittadino definisce “sicuramente apprezzabile, degno di nota”, al quale risponde con parole cariche di emozione.
“Non posso far altro con il cuore – ha concluso il sindaco di Cassano – che esternare sentimenti di gratitudine e un profondo, sincero grazie rivolto a quanti hanno reso possibile questo piccolo miracolo e adesso lo completano con questa decisione. Davvero, grazie, ci avete reso anche voi“.
Sull’argine del Crati non c’è più la ferita. Al suo posto, oltre ai massi e alla terra, resta il segno concreto di una comunità che ha saputo reagire e di un gesto che, oggi, pesa più di qualsiasi cifra.

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