L’esondazione del fiume Crati torna a minacciare uno dei patrimoni storici più delicati della Calabria. L’acqua ha raggiunto e sommerso l’area archeologica di Casa Bianca, nel Parco archeologico di Sibari, normalmente chiusa al pubblico, mentre le idrovore risultano fuori uso. Sul posto è atteso l’intervento della Protezione civile per liberare dall’acqua l’area e mettere in sicurezza il sito.
“La situazione resta critica ma sotto controllo”, afferma il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianpaolo Iacobini, che monitora l’andamento del livello idrometrico ora dopo ora.
Il livello del Crati e il rischio esondazione
Secondo quanto riferito dal primo cittadino, nella serata di ieri il Crati ha raggiunto i 3,92 metri, sfiorando la soglia critica fissata a 4 metri, prima di registrare un temporaneo calo.
“Ora è in atto una nuova risalita e siamo a 3,75 metri – spiega Iacobini – ma siamo lontani dai 5,50 metri toccati nei giorni dell’alluvione”.
Il dato resta comunque sotto osservazione. Il picco è atteso nel pomeriggio: solo allora si deciderà se revocare o prorogare l’ordinanza di evacuazione temporanea disposta nelle contrade Lattughelle e Piano Scafo, limitatamente a piani interrati, seminterrati e piani terra.
Sibari: patrimonio sommerso
L’acqua ha invaso un’area di straordinario valore storico, testimone della Sibari magnogreca. Il guasto alle idrovore ha aggravato la situazione, rendendo necessario l’intervento straordinario della Protezione civile per salvaguardare un patrimonio culturale immenso, già più volte messo alla prova negli anni da eventi alluvionali. La priorità è ora drenare l’acqua nel minor tempo possibile, evitando danni strutturali e compromissioni dei livelli archeologici.
Evacuazioni e risposta della comunità
L’ordinanza ha interessato circa 700 residenti. La risposta, riferisce il sindaco, è stata immediata. “In meno di due ore siamo riusciti a completare l’evacuazione di un quartiere popoloso. È stato un simbolo di grande umanità, di dignità e della forza di ricominciare subito”. Al momento 57 persone sono ospitate in strutture ricettive messe a disposizione dal Comune, mentre gli altri sfollati hanno trovato sistemazioni autonome presso parenti o amici.
Segnali di miglioramento ai Laghi di Sibari
Un elemento di fiducia arriva dall’area dei Laghi di Sibari, dove la superficie inondata si è ridotta da tre chilometri quadrati a circa 1,5 chilometri quadrati. “Qualche elemento di fiducia c’è – conclude Iacobini – anche se la giornata sarà ancora travagliata”. La situazione resta dunque in evoluzione. L’attenzione è concentrata sulle prossime ore, decisive per comprendere se l’emergenza potrà rientrare o richiederà ulteriori misure straordinarie.









