Un’indagine complessa, coordinata dalla Procura di Crotone guidata dal procuratore Domenico Guarascio, ha portato allo smantellamento di una presunta rete dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Nel mirino degli investigatori della Digos della Questura di Crotone, diretta dal questore Renato Panvino, un sistema che avrebbe consentito a cittadini stranieri di ottenere falsi permessi di soggiorno in modo illecito.
Sono dieci le persone indagate, accusate a vario titolo di aver preso parte all’organizzazione.
Il plauso del sottosegretario Wanda Ferro
Sull’operazione è intervenuta il Sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, che ha espresso “plauso agli investigatori della Digos e al questore Renato Panvino per la brillante operazione”.
Secondo Ferro, l’inchiesta dimostra quanto sia necessario “mantenere alta l’attenzione nel contrasto all’immigrazione clandestina”, un fenomeno che, ha sottolineato, “alimenta circuiti illegali strutturati” capaci di coinvolgere anche professionisti e funzionari pubblici infedeli, oltre a soggetti legati a interessi criminali che si arricchiscono sfruttando i migranti.
Immigrazione irregolare e criminalità: il nodo sicurezza
Il caso riaccende il dibattito sul contrasto ai flussi migratori irregolari e sul rischio che attorno alla gestione delle pratiche di soggiorno possano svilupparsi reti organizzate capaci di infiltrarsi nei meccanismi amministrativi.
“Il Governo e il Ministero dell’Interno continueranno a sostenere con convinzione l’azione delle forze dell’ordine e della magistratura”, ha aggiunto Ferro, ribadendo l’impegno a colpire ogni forma di illegalità legata ai flussi migratori.
Obiettivo: immigrazione sicura e rispetto delle regole
Secondo il sottosegretario, il contrasto ai circuiti illegali rappresenta una condizione imprescindibile per garantire una immigrazione sicura, regolata e rispettosa delle norme, capace di assicurare dignità e reale integrazione.









