A Platì, in provincia di Reggio Calabria, un immobile appartenuto alla cosca Barbaro è stato trasformato in una scuola dell’infanzia, inaugurata questa mattina nel centro del piccolo comune aspromontano. Un’operazione che coniuga legalità, istruzione e speranza, restituendo alla comunità uno spazio carico di significato simbolico e funzionale.
La cerimonia si è tenuta oggi con la consegna ufficiale dei locali all’Istituto Comprensivo di Platì – Careri. Presenti istituzioni locali, cittadini e rappresentanti del mondo scolastico, in un clima di forte partecipazione emotiva.
L’impegno per un futuro diverso
Il Sindaco di Platì, Rosario Sergi, non ha nascosto la propria commozione nel varcare la soglia di quella che un tempo era una proprietà della ‘ndrangheta e che oggi si apre ai bambini del territorio.
“Oggi non inauguriamo solo un edificio, ma un futuro migliore per i nostri bambini”, ha affermato il primo cittadino. “Quest’asilo è la prova tangibile che la nostra comunità è più forte di ogni illegalità, e che investire nell’educazione significa costruire le fondamenta di una società giusta e prospera”.
Un antidoto allo spopolamento
Nel cuore dell’Aspromonte, dove lo spopolamento e la marginalità sono sfide quotidiane, l’apertura di una scuola dell’infanzia rappresenta anche un importante gesto di resistenza civica. Un modo per radicare la presenza dello Stato, rafforzare l’identità collettiva e offrire alle famiglie un motivo concreto per restare. L’immobile sottratto ai Barbaro non è più un simbolo di potere mafioso, ma diventa spazio di cura, gioco, formazione.
Educazione come arma di riscatto
L’iniziativa rientra in un più ampio programma di riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, promuovendo un modello virtuoso che parte dai luoghi e arriva ai cuori delle persone. Un messaggio forte, in un territorio segnato da ferite profonde ma anche da voglia di rinascere. A Platì, oggi, la legalità ha preso forma tra i banchi di una scuola.









