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30 Marzo 2026
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Losardo e Valarioti, la Calabria che non si è piegata: a Roma due giorni di cinema civile contro la ’ndrangheta

Il cinema di denuncia arriva tra Campidoglio e Nuovo Cinema Aquila: studenti davanti alle storie di Giannino Losardo e Peppe Valarioti, simboli della Calabria che ha sfidato i clan

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Due giornate di cinema civile, memoria e impegno contro la criminalità organizzata. Il 10 e l’11 aprile a Roma saranno proiettati due docufilm dedicati a Giannino Losardo e Peppe Valarioti, figure simbolo della lotta alla ’ndrangheta nella Calabria degli anni Settanta e Ottanta.

L’iniziativa è promossa da Ugly Films e porterà nelle scuole della Capitale un racconto spesso rimasto ai margini della narrazione nazionale: quello di una Calabria resistente, capace di opporsi ai clan e di pagare anche con la vita.

Gli organizzatori parlano apertamente di “un pezzo inedito della storia dell’Italia contemporanea, la Calabria partigiana e resistente contro le mafie”.

Il caso Losardo torna al centro del dibattito

Il primo appuntamento si terrà la mattina del 10 aprile in Campidoglio, dove alcuni istituti scolastici romani assisteranno alla proiezione del docu-fiction “Chi ha ucciso Giovanni Losardo?”, diretto dalla giornalista e regista Giulia Zanfino.

Il film, prodotto da Ugly Films e dall’associazione “Con i miei occhi”, con il sostegno di Calabria Film Commission e Fondazione Carical, ricostruisce l’omicidio di Giannino Losardo, dirigente del PCI, segretario capo della Procura di Paola e amministratore del Comune di Cetraro, assassinato dalla ’ndrangheta il 21 giugno 1980.

Il lavoro cinematografico ha avuto anche un effetto concreto sul piano giudiziario.

“Con questa opera di inchiesta e denuncia abbiamo contribuito alla riapertura del processo per l’omicidio Losardo, dopo oltre quarantacinque anni”, spiegano i promotori.

Alla proiezione parteciperanno, oltre alla regista Zanfino, la giornalista Federica Sciarelli, conduttrice di Chi l’ha visto?, che dedicò un’importante inchiesta televisiva al caso. Presenti anche Raffaele Losardo, figlio della vittima, e in collegamento Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo.

Peppe Valarioti e la lezione ai giovani

Sempre il 10 aprile, ma al Nuovo Cinema Aquila, altre scuole romane prenderanno parte all’evento “Democrazia e partecipazione, attraverso la lezione anti ’ndrangheta di Peppe Valarioti”.

In programma la proiezione del documentario “Medma non si piega”, diretto dal giornalista e videoreporter Gianluca Palma.

Il film racconta la figura di Peppe Valarioti, giovane dirigente comunista e amministratore locale assassinato dalla ’ndrangheta nel 1980 a Rosarno, simbolo di una generazione che cercò di cambiare il Mezzogiorno sfidando i poteri criminali.

Dopo la proiezione Palma dialogherà con gli studenti insieme a Nuccio Iovene, già dirigente del PCI in Calabria e oggi presidente della Fondazione Trame, e Domenico Bottiglieri, pronipote di Valarioti.

L’iniziativa rientra nel programma del Festival delle Terre, giunto alla diciottesima edizione e organizzato dalla ong Centro Internazionale Crocevia.

“Una storia che l’Italia ha preferito ignorare”

I registi spiegano il senso del progetto come un’operazione di memoria e di educazione civica. “Le storie di Peppe Valarioti e Giannino Losardo rappresentano un patrimonio fondamentale della storia del nostro Paese”, affermano Palma e Zanfino. “È la Calabria e il Sud di cui andare fieri, che non si sono piegati alla tracotanza mafiosa”.

Secondo gli autori, negli anni in cui l’Italia era concentrata sul terrorismo e sulle grandi vicende nazionali — dalle stragi al sequestro Moro — si è spesso ignorato ciò che accadeva nel Mezzogiorno.

“Già dai moti di Reggio Calabria si stava consolidando un patto tra ’ndrangheta e destra eversiva. È una storia recente e ancora attuale, che vogliamo raccontare ai giovani per spiegare cosa è stata e cosa è tuttora la lotta alle mafie”.

Il cinema comunitario come strumento di memoria

Entrambi i film sono prodotti da Ugly Films e realizzati con il sostegno di diverse realtà associative e culturali, tra cui ANPI Reggio Calabria, la Casa del Popolo “Giuseppe Valarioti” – Officina n.8 e Fondazione Carical.

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un “cinema comunitario”, capace di coinvolgere scuole e territori e di riportare al centro figure che hanno pagato con la vita la scelta di opporsi ai poteri mafiosi.

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