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19 Maggio 2026
19 Maggio 2026
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Emergenza case popolari a Catanzaro: residenti disabili “reclusi” in casa presentano diffida contro l’Aterp

Anziani e invalidi intrappolati fino al sesto piano nei palazzi di viale Isonzo per il blocco prolungato dell'elevatore. Assistiti dall'avvocato Francesco Pitaro, gli assegnatari chiedono il ripristino immediato del servizio essenziale e minacciano la richiesta di risarcimento danni.

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Una situazione di grave disagio sociale e strutturale sta colpendo gli inquilini degli alloggi popolari situati nel Comune di Catanzaro, precisamente al civico 222/L di viale Isonzo. Gli assegnatari degli immobili, inseriti in un edificio che si sviluppa su sei piani d’altezza, si trovano da diversi mesi privati dell’uso dell’ascensore, completamente fuori servizio. Il blocco dell’impianto di sollevamento sta provocando danni rilevanti e quotidiani ai residenti, la cui stragrande maggioranza è composta da persone anziane, malati cronici e soggetti con disabilità motorie gravi, impossibilitati per vie oggettive a percorrere le scale a piedi. Di fronte al prolungarsi di questa condizione, gli inquilini hanno deciso di promuovere un’azione legale formale, notificando un atto di formale diffida nei confronti dell’Aterp Calabria, l’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica, proprietaria dello stabile.

L’affondo legale: condotta omissiva dell’ente pubblico

La vertenza è coordinata dall’avvocato Francesco Pitaro, il quale ha formalizzato le contestazioni dei residenti evidenziando i profili di illegittimità della gestione dell’immobile. Nell’atto dell’avvocato Francesco Pitaro si legge: “Che gli istanti sono assegnatari di abitazioni siti nel Comune di Catanzaro al Viale Isonzo 222/L; che, più precisamente, le abitazioni predette sono di proprietà di Aterp Calabria; che le abitazioni predette sono collocate all’interno di un palazzo composto di 6 piani; che, pertanto, è evidente che trattandosi di un palazzo di 6 piani è necessario che l’ascensore sia sempre funzionante; che il funzionamento dell’ascensore è ancora più importante nel caso che occupa e ciò in quanto moltissimi degli istanti/assegnatari sono anziani e invalidi e non sono, pertanto, nelle condizioni fisiche tali da raggiungere a piedi la propria unità abitativa; che nel detto palazzo l’ascensore non è funzionante da molti mesi; che, più volte, gli istanti hanno chiesto ad Aterp, che è la proprietaria dei detti appartamenti, di procedere alla riparazione dell’ascensore al fine di ripristinarne il funzionamento; che, però, ad oggi, nonostante le richieste verbali e scritte, Aterp non ha proceduto al ripristino del funzionamento dell’ascensore; che è evidente la condotta omissiva e gravemente inadempiente di Aterp che, nonostante sia proprietaria degli appartementi de quibus e nonostante si tratti di svolgere lavori di manutenzione straordinaria, sta omettendo di adempiere i propri obblighi lasciando gli istanti assegnatari privi di un servizio primario ed essenziale; che, infatti, i lavori di manutenzione straordinaria, come quelli relativi al ripristino del funzionamento del detto ascensore, sono di competenza unica ed esclusiva della proprietaria /Aterp; che dal grave inadempimento di Aterp, la cui condotta è gravemente inadempiente e contra ius, deriva un gravissimo danno per gli istanti assegnatari e ciò è ancor più evidente, nel caso che occupa, perché, per come pure già sopra segnalato, moltissimi degli istanti, purtroppo, sono anziani e invalidi e si trovano in condizioni fisiche che non permettono loro di raggiungere le unità abitative a piedi; che, pertanto, di fatto, moltissimi degli istanti assegnatari, che sono gravati da patologie permanenti e invalidanti, alcuni dei quali anche sulla sedia a rotelle, di fatto, sono “reclusi” all’interno delle unità abitative non potendo, a causa del non funzionamento dell’ascensore, uscire di casa; che trattasi, pertanto, di situazione intollerabile e ciò lo è ancor di più perché il grave inadempimento di Aterp si riflette direttamente e negativamente su soggetti fragili a causa delle gravi patologie ed invalidità di cui gli stessi sono portatori; che, pertanto, Aterp, che è ente pubblico e che è proprietaria dei detti appartamenti, invece che agire tempestivamente al fine di ripristinare il funzionamento dell’ascensore, con la propria condotta omissiva e gravemente inadempiente sta aggravando ulteriormente la posizione di soggetti che sono già fragili per le proprie condizioni fisiche e per le patologie e invalidità di cui soffrono e per la loro età avanzata; che, insomma, i soggetti fragili istanti/assegnatari che avrebbero bisogno di attenzioni e sensibilità, nel caso che occupa, di fatto, sono ancor più discriminati da Aterp che non solo non adempie i propri obblighi ma che con la propria condotta omissiva lede ancor di più le loro precarie condizioni fisico/cliniche; che, infatti, la condotta omissiva e inadempiente di Aterp impedisce ai soggetti fragili istanti (anziani e disabili) di poter uscire di casa e di poter interagire con altri soggetti determinando, conseguentemente un grave e deleterio isolamento; che tutto ciò oltre che essere antigiuridico e illegale e lesivo è ancor più grave se solo si pensa che la condotta contra ius e inadempiente è posta in essere da un ente pubblico/Aterp che, invece, dovrebbe favorire, con propri atti e condotte, l’integrazione dei soggetti deboli e fragili e, invece, nel caso che occupa, ne sta aggravando le condizioni e l’isolamento”.

L’ultimatum ad Aterp e lo spettro del risarcimento

La situazione di stallo ha spinto i legali a fissare un termine perentorio per la risoluzione del problema tecnico, superato il quale la controversia si sposterà nelle aule di giustizia. Infine con l’atto Pitaro si “Invita e diffida Aterp Calabria a voler provvedere, entro e non oltre sette giorni dal ricevimento del presente atto, alla riparazione straordinaria dell’ascensore collocato all’interno del palazzo di proprietà Aterp sito in Catanzaro al Viale Isonzo N. 222/L rendendolo funzionante e fruibile per tutti gli istanti assegnatari RISERVA In caso di omesso tempestivo intervento e di omesso tempestivo ripristino del funzionamento dell’ascensore di agire dinanzi l’Autorità Giudiziaria al fine di ottenere la condanna di Aterp a svolgere con urgenza i lavori di riparazione dell’ascensore per renderlo funzionante e fruibile con contestuale svolgimento di azione risarcitoria per tutti gli ingiusti danni causati finora agli istanti assegnatari”. La palla passa ora alla dirigenza dell’ente pubblico, chiamata a un intervento urgente per sanare una lesione dei diritti fondamentali dei cittadini.

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