Il coordinamento di Libera – Piana di Gioia Tauro esprime in una nota “profonda preoccupazione e ferma condanna per l’ennesimo grave atto doloso perpetrato ai danni dell’imprenditrice Patrizia Rodi Morabito, da anni vittima di ripetuti attacchi e danneggiamenti che colpiscono la sua attività agricola e le sue proprietà. L’ultimo episodio, che ha visto la distruzione di un impianto di kiwi, si inserisce in una lunga serie di intimidazioni che presentano i chiari tratti della violenza mafiosa”. “Questi atti – prosegue il testo di Libera – rappresentano un attacco non soltanto a una singola imprenditrice ma ai principi fondamentali dello Stato democratico. Colpire chi esercita onestamente la propria attività significa attentare a un diritto costituzionalmente garantito, mortificare il lavoro, ostacolare lo sviluppo economico del territorio e alimentare quella cultura della paura che le organizzazioni mafiose utilizzano per imporre il proprio dominio”.
La fiducia nelle forze dell’ordine
Libera – prosegue il testo – “rinnova piena fiducia nell’impegno quotidiano delle forze dell’ordine e della magistratura, che con professionalità e determinazione operano per assicurare i responsabili alla giustizia e contrastare ogni forma di criminalità organizzata. Il coordinamento della Piana di Gioia Tauro si schiera con convinzione accanto a Patrizia Rodi Morabito, manifestandole vicinanza, solidarietà e sostegno. Al tempo stesso invita tutte le istituzioni, le associazioni, il mondo dell’impresa, della scuola, della chiesa, le organizzazioni sindacali e tutti i cittadini onesti del territorio a non rimanere indifferenti, ma a esprimere con forza una comune e corale condanna di questi atti intimidatori”.
Le indagini dei carabinieri
L’episodio si è verificato nelle campagne di Rosarno dove sono stati incendiati alcuni terreni della sua famiglia coltivati a kiwi e ulivi di proprietà dell’imprenditrice. Quanto accaduto è stato scoperto da un operaio che, arrivato sul posto, ha notato subito la terra bruciata e il fumo che ancora si alzava dal suolo. Sull’episodio le forze dell’ordine hanno avviato le indagini coordinate dalla Procura di Palmi guidata da Emanuele Crescenti. In queste ore si cerca di ricostruire la dinamica del danneggiamento e il movente. Patrizia Rodi Morabito, rientrata in Calabria nel 2012 per occuparsi della sua azienda, la Tenuta Badia di Rosarno, da tempo è vittima di intimidazioni, tra cui a gennaio scorso il furto di diversi quintali di arance.










