Il territorio di Vibo Valentia è sprofondato in una spirale di violenza che sembra seguire un disegno preciso e inquietante. Nelle ultime ore, la cronaca ha registrato un’impennata di atti intimidatori che hanno colpito diversi settori della società civile. Dopo la grave minaccia indirizzata all’assessore comunale Marco Talarico, il mirino della criminalità si è spostato sul settore produttivo. Ad Arena, una ditta edile impegnata in lavori pubblici nel centro cittadino ha rinvenuto una bottiglia contenente liquido infiammabile, chiaro segnale di un tentativo di estorsione o di un avvertimento diretto.
La notte non ha portato tregua: nella zona industriale situata tra Vena di Jonadi e il capoluogo, l’auto di un noto parrucchiere è stata bersagliata da diversi colpi d’arma da fuoco. Questo episodio si somma al raid avvenuto solo pochi giorni fa in un’area limitrofa, dove ignoti hanno esploso colpi di fucile contro cinque diverse imprese, seminando il panico in un distretto già duramente provato dalla pressione malavitosa.
La mobilitazione della comunità e la risposta delle istituzioni
Di fronte a questa escalation, la cittadinanza e le associazioni di categoria hanno deciso di non restare a guardare. Per questa sera è stata organizzata una fiaccolata di solidarietà nella zona industriale, un gesto simbolico ma potente per rivendicare il diritto alla sicurezza e al libero esercizio dell’attività d’impresa. Parallelamente, la macchina della giustizia si è messa in moto con il massimo dispiegamento di Carabinieri e Polizia, impegnati a incrociare i rilievi scientifici e le testimonianze per risalire agli esecutori materiali di questi raid.
In mattinata, il Palazzo del Governo ha ospitato un tavolo tecnico di fondamentale importanza. Il prefetto Anna Aurora Colosimo ha presieduto un vertice a cui hanno preso parte i vertici delle forze dell’ordine, i rappresentanti dei commercianti e gli stessi imprenditori finiti nel mirino dei clan. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di definire una strategia comune per blindare il territorio e restituire fiducia a una comunità che si sente sotto assedio.







