Il furto avvenuto nei giorni scorsi all’interno della sede della Pro Loco di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio ha provocato una reazione compatta nel mondo dell’associazionismo culturale del Basso Ionio Catanzarese. Ignoti hanno sottratto beni appartenenti all’associazione, strumenti essenziali per lo svolgimento delle attività e per la gestione dello spazio socio-culturale che la Pro Loco anima sul territorio. Un episodio che va oltre il danno materiale e che viene letto come un colpo diretto a una realtà impegnata nel volontariato, nella promozione culturale e nella partecipazione civica.
La presa di posizione delle Pro Loco del Basso Ionio
In una nota ufficiale diffusa nei giorni successivi all’accaduto, le Pro Loco del Basso Ionio Catanzarese, affiliate all’Unpli, hanno espresso “piena solidarietà e vicinanza” ai colleghi di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, condannando con fermezza l’accaduto.
Secondo quanto riportato nel comunicato, l’episodio viene definito un atto meschino, non solo perché rivolto contro un’associazione, ma perché capace di colpire l’intera comunità locale e i valori che le Pro Loco rappresentano quotidianamente.
La fiducia nella reazione dell’associazione colpita
Le associazioni firmatarie della nota dichiarano di essere certe che la Pro Loco andreolese saprà reagire con forza e determinazione, riprendendo al più presto le proprie attività al servizio del territorio. Un passaggio che sottolinea la continuità dell’impegno associativo nonostante l’episodio subito.
Nello stesso documento viene espressa fiducia nel lavoro delle Autorità competenti, con l’auspicio che venga fatta piena luce sull’accaduto e che i responsabili siano individuati.
Una rete che resta unita
La nota si chiude con una presa di posizione chiara: le Pro Loco del territorio dichiarano di restare al fianco della Pro Loco di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, ribadendo un principio di solidarietà tra associazioni che supera i confini comunali. Il comunicato è firmato dalle Pro Loco di Badolato, Santa Caterina dello Ionio, Davoli, Amaroni, Chiaravalle Centrale, Petrizzi e Stalettì, che confermano così una rete attiva e coesa nel Basso Ionio Catanzarese, anche nei momenti di difficoltà.









