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6 Maggio 2026
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Gratteri attacca la riforma delle intercettazioni: “Indebolisce magistratura e forze dell’ordine”

Sotto accusa le nuove norme. Il procuratore di Napoli rilancia l’allarme e rivendica i risultati ottenuti nella lotta alla ’ndrangheta durante gli anni a Catanzaro

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Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri torna a criticare con decisione la riforma sulle intercettazioni, definendola un passo indietro per l’efficacia delle indagini.
“Purtroppo questa è una cosa che dico da tre anni, sin da quando si stava discutendo la riforma”, sottolinea il magistrato a margine del festival internazionale “Pedagogia generativa e comunità pensanti”, ospitato all’Università di Salerno, a Fisciano.
Gratteri non usa mezzi termini e rilancia una critica strutturale: “La riforma sulle intercettazioni parte da lontano, è un’ossessione di chi vuole indebolire il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, in particolare delle Procure”.
Un giudizio netto che si allinea con le preoccupazioni espresse anche dalla Direzione nazionale antimafia. “Non posso dire altro che confermare l’allarme del procuratore nazionale antimafia”, aggiunge.

Il docufilm e il racconto della lotta alla ’ndrangheta

Nel corso dell’incontro, il procuratore ha parlato anche della docuserie in uscita che racconta la sua esperienza professionale.
“Questo docufilm è stato registrato quattro anni fa, quando ero a Catanzaro”, spiega, chiarendo il contesto temporale del progetto.
Il racconto si concentra sulla criminalità organizzata calabrese e sull’impatto delle attività investigative. “Abbiamo raccontato la ’ndrangheta, la sua evoluzione e l’impatto che il nostro lavoro, quello delle forze dell’ordine e della magistratura, ha avuto sulla Calabria”, evidenzia Gratteri.

I risultati sul territorio

Secondo il procuratore, l’azione giudiziaria ha prodotto effetti concreti e misurabili.
“Abbiamo mostrato quali sono stati gli effetti benefici sul territorio”, afferma, collegando questi risultati anche a segnali provenienti dalla partecipazione democratica.
Un passaggio significativo riguarda il referendum: “Questo ce l’ha confermato anche il risultato referendario”.
Infine, Gratteri rivendica il lavoro svolto negli anni alla guida della Procura di Catanzaro: “I miei sette anni a Catanzaro hanno consentito anche di far vincere il no nel distretto”, conclude, sottolineando il legame tra legalità e consenso civico.

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