× Sponsor
30 Aprile 2026
30 Aprile 2026
spot_img

Grisù lasciato a morire, crudeltà e silenzio: “La vergogna di Pizzo, l’Amministrazione resta immobile”

In una lettera firmata e indirizzata alla nostra Redazione si parla di "crudeltà e silenzio contro l’indifferenza che uccide quanto la violenza"

spot_img

“In merito al vostro articolo che tanto sdegno e ripugnanza ha suscitato nella cittadinanza Napitina per l’infame e delinquenziale sofferenza inflitta da qualche balordo al povero ed indifeso gatto Grisù, lungo i vicoli a ridosso del centralissimo Corso Garibaldi, al contrario si è riscontrata la totale indifferenza del sindaco e del suo assessore al ramo che non hanno né inteso condannare il grave crimine e né hanno mostrato un briciolo di umana sensibilità al destino del povero gatto che non potendo nutrirsi continua a vagare, purtroppo diffidente, impaurito, ma certamente affamato ed assetato lungo quei cento metri di corso guardando con gli occhi della sofferenza quegli usci dai quali spuntava sempre qualche suo umano amico a porgergli un boccone succulento. Quegli occhi belli ma oggi tristi e lacrimanti, usati per chiedere ed implorare pietà da chi non ha mai avuto la parola per potersi esprimere”. E’ quanto si legge in una lettera firmata e indirizzata alla nostra Redazione.

“Mi vergogno di essere cittadino”

Nello scritto si legge ancora: “Come fa un Comune come Pizzo che spende e spande ogni giorno migliaia di euro in fesserie a non aver mai avuto l’intenzione di istituire un servizio di pronto impiego per attivarsi al verificarsi di simili eventi in abbinamento ad un servizio veterinario per il servizio di prevenzione e cure in favore dei randagi, cani o gatti che siano?  Sarebbe bastato, oggi, al sapere della tremenda notizia, attivarsi per riuscire a catturare il povero felino e condurlo presso una struttura veterinaria per essere curato e nutrito con somministrazione alternativa al cibo solido.  Mi vergogno quale cittadino di questo comune della disattenzione e disinteresse della sua attuale Amministrazione e al posto loro e di quel criminale che ha compiuto quel gesto disumano chiedo scusa a Grisù, che per tante sere, alla stessa ora, riconoscendo il rumore dell’apertura del portone si avvicinava timidamente, ma sicuro di poter consumare il succulento boccone a lui riservato, quello stesso boccone che da due giorni può solo guardare, sentire l’odore ma non mangiare, non c’è peggiore cosa non solo per un gatto ma per ogni essere vivente, morire pian piano di fame e di sete nella più totale indifferenza di chi nel fare politica e nel rappresentare una comunità civile, è tenuto anche a provvedere ad affrontare simili problematiche”.

“Sono certo che li perdonerà”

La lettera conclude: “Che Grisù’ nell’attraversare il “ponte dell’Arcobaleno” possa non dover più soffrire per la cattiveria di quel balordo incontrato lungo il suo cammino,  ma anche per l’indifferenza di chi, pagato per aiutarlo, non non lo ha fatto. Sono certo che nella istintiva bontà di cui tutti gli animali, a differenza degli umani, sono dotati Grisù saprà perdonarli entrambi. E spero con tutto il cuore, che possa perdonare anche me per non aver saputo fare oltre che dargli qualche buon boccone”. 

spot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE

spot_img