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6 Maggio 2026
6 Maggio 2026
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Rifiuti pericolosi ed eternit sul Tirreno cosentino, sequestrate due aree a Fuscaldo: tre proprietari denunciati (FOTO)

Nuovo intervento dei Carabinieri Forestali coordinati dalla Procura di Paola. Rinvenute discariche abusive con materiali da demolizione. Sigilli a due discariche nascoste vicino alla spiaggia

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Prosegue senza sosta l’attività dei Carabinieri Forestali, impegnati in una serie di controlli mirati contro l’abbandono illecito di rifiuti lungo la fascia tirrenica della provincia di Cosenza. L’operazione si inserisce nel più ampio coordinamento della Procura della Repubblica di Paola, che da settimane monitora il territorio per contrastare fenomeni di degrado ambientale e la diffusione di discariche abusive.

Il blitz a Fuscaldo e la scoperta dei rifiuti

L’intervento più recente ha interessato il comune di Fuscaldo, in località “Messinette”, dove i militari del Nucleo Forestale di Paola hanno individuato un terreno confinante con la spiaggia, su cui insiste anche un’abitazione. Durante un servizio di controllo ordinario, l’attenzione degli operatori è stata attirata da diversi cumuli di rifiuti sparsi nell’area.

Approfondendo le verifiche, è emersa una situazione più complessa: nel terreno erano presenti rifiuti speciali, sia pericolosi che non, riconducibili in gran parte a demolizioni edilizie. Tra i materiali rinvenuti figurano anche ferro, eternit e altri scarti eterogenei.

Due discariche nascoste e tentativi di occultamento

L’area risultava suddivisa in due zone distinte, entrambe utilizzate come discariche abusive. Una delle due era delimitata da grandi blocchi di cemento e appariva riempita con rifiuti analoghi a quelli visibili nell’altra porzione del terreno. In questo caso, tuttavia, i materiali erano stati coperti con sabbia, in un evidente tentativo di occultamento.

Carabinieri Cosenza rifiuti Fuscaldo due

Sequestro e denunce

Su disposizione della Procura della Repubblica di Paola, i militari hanno proceduto al sequestro delle due aree e al deferimento di tre persone, proprietarie del fondo, per presunte violazioni della normativa ambientale vigente.

Non risultano, allo stato, dichiarazioni ufficiali rilasciate dagli organi inquirenti oltre agli atti di intervento resi noti nel corso delle operazioni. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e la provenienza dei materiali smaltiti illegalmente.

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