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21 Maggio 2026
21 Maggio 2026
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Il nuovo Papa previsto dalla scienza. A capo del progetto il calabrese Giuseppe Soda prof della Bocconi

Lo studio dei tre professori ha svelato come status, informazioni e alleanze hanno influenzato l’elezione del nuovo Papa. Soda: "La scienza migliora la comprensione dei processi umani"

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Mentre milioni di fedeli hanno atteso la fumata bianca dalla Cappella Sistina, un gruppo di ricercatori dell’Università Bocconi, composto da Giuseppe Soda in foto il primo a sinistra (originario di Mangone paese in provincia di Cosenza), Alessandro Iorio e Leonardo Rizzo, ha cercato di gettare luce sulle dinamiche umane che si celano dietro il sacro rito del Conclave. Con un approccio accademico rigoroso e strumenti scientifici innovativi per il contesto ecclesiastico, il team ha applicato i metodi della social network analysis al Collegio Cardinalizio. “Il nostro punto di partenza è semplice” ha spiegato Giuseppe Soda, professore di organizzazione alla Bocconi. “Anche nella Chiesa, come in ogni organizzazione umana, le relazioni contano. Più un individuo è connesso, ascoltato e centrale nel flusso informativo, più è probabile che la sua figura diventi aggregante”.

Costruire la “mappa del potere”: tre livelli di analisi

Per ricostruire il complesso “Vatican network”, i ricercatori hanno analizzato tre fonti principali:

  1. Co-incarichi ufficiali: Chi lavora con chi all’interno di curie, dicasteri, commissioni e altri organismi vaticani.
  2. Linee di consacrazione episcopale: Le “genealogie spirituali” che creano legami di fedeltà tra i cardinali.
  3. Relazioni informali: Affinità ideologiche, rapporti di mentorship e appartenenze a reti di patronato, mappate attraverso fonti giornalistiche autorevoli.

Sovrapponendo questi livelli, il team ha creato la prima vera mappa sistemica delle relazioni all’interno del Collegio Cardinalizio.

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Status, informazione e coalizioni: le chiavi della “prominenza”

L’innovazione dello studio risiede nell’identificazione di tre criteri che determinano la “prominenza” di un cardinale nella rete ecclesiastica:

  • Status: Misurato con l’eigenvector centrality, premia i cardinali connessi a figure influenti.
  • Controllo informativo: Stimato con la betweenness centrality, identifica i cardinali che fungono da “ponte” tra diversi gruppi.
  • Capacità di coalizione: Un indice composito che combina l’appartenenza a gruppi coesi, l’influenza diretta (numero di connessioni) e il ruolo strategico (capacità di creare ponti tra gruppi).

A questi fattori si aggiunge una correzione basata sull’età, tenendo conto della tendenza storica a eleggere papi di età media.

I “papabili” secondo la scienza dei network

L’analisi del network vaticano evidenziava alcune figure centrali. Ecco i primi nomi per ciascuna dimensione analizzata:

  • Top 5 per Status: Robert Prevost, Lazzaro You Heung-sik, Arthur Roche, Jean-Marc Aveline, Claudio Gugerotti.
  • Top 5 per Controllo informativo: Anders Arborelius, Pietro Parolin, Víctor Fernández, Gérald Lacroix, Joseph Tobin.
  • Top 5 per Capacità di coalizione: Luis Antonio Tagle, Ángel Fernández Artime, Gérald Lacroix, Fridolin Besungu, Sérgio da Rocha.

La visualizzazione del network mostra una forte connessione tra cardinali di orientamento “soft liberal” e una distribuzione geografica equilibrata, con un peso ancora significativo di Europa e Sud America, ma con Asia e Africa in crescente importanza strategica.

Un modello utile, non un “oracolo”

Il team della Bocconi sottolinea i limiti del proprio modello. “Non avevamo la pretesa di predire l’esito del Conclave”, precisa Soda. “Il nostro voleva essere uno strumento per leggere il contesto, non un oracolo”. Tuttavia, lo studio evidenzia come le dinamiche relazionali abbiano giocato un ruolo anche in passato. Benedetto XVI era una figura centrale nella Curia teologica, mentre Francesco emerse come un “outsider”.

Tra algoritmi e Spirito Santo

L’elezione del Papa è stato il risultato di molteplici fattori, dalla spiritualità agli equilibri geopolitici. Tuttavia, la “mappa del potere” ecclesiastico offerta da questa analisi scientifica inedita fornisce uno strumento prezioso per comprendere le dinamiche umane che accompagneranno il processo decisionale del Conclave. Come conclude Soda: “La scienza, in questo caso quella dei network, può solo contribuire a migliorare la comprensione dei processi umani che lo accompagnano”.

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