Il pendolarismo lavorativo e le strade calabresi si confermano un’emergenza costante per la sicurezza dei lavoratori. Secondo gli ultimi dati ufficiali pubblicati dall’Inail relativi ai primi nove mesi del 2026, la Calabria registra un aumento preoccupante degli infortuni in itinere, ovvero quelli verificatisi nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro.
La regione segna un’impennata del +16,2% nei casi denunciati, collocandosi al secondo posto su scala nazionale per incremento percentuale subito dietro soltanto al Molise (+20,0%).
Un dato ampiamente superiore rispetto alla media del Mezzogiorno (+10,6%) e a quella nazionale, che evidenzia la forte vulnerabilità delle infrastrutture viarie calabresi e la crescente rischiosità degli spostamenti quotidiani per motivi occupazionali.
Il quadro nazionale e la crescita costante del fenomeno
L’analisi del contesto italiano mostra come il rischio strada legato alle attività lavorative stia crescendo su tutto il territorio. Entro il mese di settembre 2026 le denunce di infortunio in itinere in Italia (al netto degli studenti) hanno raggiunto quota 75.966, con un aumento del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2025.
L’incidenza delle denunce in itinere sul complesso degli infortuni ha toccato l’18,9%, segnando una progressione costante rispetto agli anni precedenti. L’incremento dei casi interessa in modo prevalente la gestione Industria e Servizi (+6,0%), mentre il settore Agricoltura registra una leggera flessione a livello generale (-2,6%).
Fasce d’età e profilo dei lavoratori coinvolti
I dati evidenziano un aumento generalizzato che riguarda sia gli uomini che le donne, con un incremento più accentuato tra i lavoratori di sesso maschile (+7,8%) e tra il personale di nazionalità straniera (+9,2%).
I maggiori incrementi per classe d’età si concentrano tra i lavoratori dai 60 ai 69 anni (+11,5%) e nella fascia giovanile tra i 20 e i 29 anni (+6,8%). Numeri che impongono una riflessione urgente sulla sicurezza stradale, sui trasporti locali e sulle misure di tutela della salute dei lavoratori in itinere, specialmente in una regione come la Calabria dove i collegamenti territoriali richiedono tempi di percorrenza spesso prolungati e complessi.













