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10 Marzo 2026
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Calabria
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Inquinamento a Pizzo, sequestrati tre depuratori nel Vibonese: indagini su scarichi e gestione illecita

Scatta il sequestro per gli impianti di Capistrano, Maierato e Vallelonga dopo i controlli della Guardia costiera e dei Carabinieri forestali, che indagano sulle possibili cause dell’inquinamento marino a Pizzo Calabro

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Proseguono le indagini avviate dalla Procura di Vibo Valentia sul fronte dell’inquinamento marino lungo il litorale di Pizzo Calabro, dove da tempo vengono segnalate criticità ambientali ricorrenti.
Gli accertamenti della polizia ambientale, condotti in sinergia tra Carabinieri forestali e Guardia costiera, hanno portato al sequestro preventivo di tre impianti di depurazione comunali: quelli di Capistrano, Maierato e Vallelonga.

Le indagini, coordinate dalla magistratura, mirano a verificare la presenza di scarichi illeciti, malfunzionamenti e omesse manutenzioni che avrebbero contribuito alla contaminazione delle acque marine.

Denunce e sanzioni: nel mirino i gestori degli impianti

A seguito delle verifiche, sono stati denunciati alla Procura di Vibo Valentia i titolari delle ditte incaricate della gestione e manutenzione dei depuratori comunali.
Le autorità hanno inoltre elevato numerose sanzioni amministrative, relative alla mancata osservanza delle norme di tutela ambientale e alla gestione dei reflui.

L’inchiesta, che si inserisce in un più ampio monitoraggio delle reti fognarie e degli impianti del territorio, punta a ricostruire la catena delle responsabilità per gli episodi di inquinamento costiero che negli ultimi mesi hanno interessato tratti significativi del litorale tirrenico vibonese.

Monterosso Calabro fuori dall’inchiesta: “Impianto regolare”

Le verifiche tecniche hanno invece escluso irregolarità nel depuratore di Monterosso Calabro, dove i controlli non hanno evidenziato criticità.
L’impianto è risultato in regola con le prescrizioni ambientali e funzionante in maniera corretta, secondo quanto accertato dai tecnici della Guardia costiera e dell’Arpacal.

Il mare di Pizzo sorvegliato speciale

Il tratto di mare antistante Pizzo Calabro resta sotto osservazione costante per monitorare eventuali nuovi episodi di inquinamento.
Le autorità hanno disposto analisi periodiche delle acque, mentre la Procura continua a indagare su possibili connessioni tra i depuratori sequestrati e le anomalie riscontrate nei prelievi.

Il caso riporta in primo piano il tema dell’emergenza depurazione in Calabria, dove in molti comuni la rete fognaria e gli impianti risultano vetusti o inadeguati, con conseguenze dirette sulla salubrità del mare e sul turismo costiero.

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