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31 Maggio 2026
31 Maggio 2026
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Intimidazioni a Lamezia, la Fisascat Cisl chiede una risposta unitaria: “Stop al ricatto, sì al lavoro onesto”

Il segretario generale Fortunato Lo Papa auspica maggiore "impegno politico - istiruzionale per creare nuove occasioni occupazionali, trappando così le nuove generazioni al giogo della criminalità organizzata”

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Il segretario generale della Fisascat Cisl Calabria Fortunato Lo Papa esprime ferma condanna per le recenti intimidazioni e i danneggiamenti che nelle ultime settimane hanno colpito diverse attività commerciali di Lamezia Terme. 

“Non lasciarsi intimidire”

“Si tratta di atti vigliacchi e gravi– dichiara Lo Papa – che mirano a colpire e indebolire il già fragile tessuto economico e sociale della città attraverso la paura e il ricatto. Episodi ravvicinati che non possono che essere frutto di una strategia che non possiamo avallare”.  Lo Papa invita commercianti e imprenditori a non lasciarsi intimidire, a respingere e denunciare ogni forma di pressione criminale. “La società civile è con voi – afferma -. Lamezia è una città viva e sana che non può e non deve essere rappresentata da chi ancora crede di poter soggiogare l’economia locale con la violenza e la sopraffazione. La vera identità della città è fatta di impegno e lavoro onesto. È importante che passi un messaggio: quello che succede ad ogni singolo commerciante è un colpo inferto a tutti noi, a tutti coloro che vogliono vivere a Lamezia e che si spendono affinché il commercio locale non si esaurisca”.

“Il momento di una risposta collettiva”

Per il Segretario Generale Fisascat Cisl Calabria è “giunto il momento di una risposta collettiva con una grande manifestazione unitaria, che raccolga tutte le parti sociali, tutte le associazioni datoriali, i cittadini per esprimere vicinanza, solidarietà ma anche determinazione: con fermezza diciamo, insieme agli imprenditori e ai lavoratori, che questa comunità non ha alcuna intenzione di tornare agli anni bui del passato. Che l’unico lavoro che conosciamo è quello onesto e che logiche di tipo criminale e mafioso non hanno diritto di cittadinanza”.  Facendo riferimento “poi al “braccio armato” che si presta a lasciare molotov e bottigliette incendiarie e che spesso è composto da ragazzi molto giovani assoldati per poche centinaia di euro”, il segretario senerale fa appello “alla politica e alle istituzioni affinché aumenti l’impegno per creare nuove occasioni di lavoro onesto e dignitoso strappando così le nuove generazioni al giogo della criminalità organizzata”.

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