Nel silenzio del quartiere Lido di Catanzaro, nella notte tra sabato e domenica scorsi, una pattuglia della Squadra Volante si imbatte in un ragazzo che vaga senza meta, sfiancato dal freddo pungente. Quando il minore, di origine straniera, chiede aiuto, gli agenti decidono di fermarsi e offrirgli protezione immediata. Solo dopo averlo rifocillato e calmato, scoprono che si era allontanato dalla comunità nella quale era ospitato, perdendosi tra le strade deserte della città.
La voce del sindacato: “Un presidio di umanità”
Il gesto non passa inosservato. Contattato nella giornata successiva all’intervento, il segretario generale provinciale della Fsp Polizia di Stato, Rocco Morelli, commenta l’episodio con parole nette. “Quanto accaduto – dichiara Morelli a margine dell’intervento, in una nota diffusa dalla Fsp la domenica successiva ai fatti – è l’ennesima conferma che la Polizia di Stato è presidio di sicurezza, ma soprattutto presidio di umanità. I colleghi hanno interpretato in modo esemplare il significato più alto del nostro servizio: proteggere chiunque ne abbia bisogno, senza distinzioni, soprattutto quando si tratta di minori vulnerabili e soli”.
Morelli sottolinea che l’azione degli agenti non si è limitata ai protocolli previsti. «La scelta di accogliere quel ragazzo nell’auto di servizio, di offrirgli ascolto, calore e rassicurazione, è un atto che va oltre la routine operativa», afferma il segretario. «È la testimonianza concreta della professionalità e dell’etica che guidano le donne e gli uomini della Polizia di Stato, nonostante le difficoltà e le croniche carenze di organico con cui spesso siamo costretti a confrontarci».
La rete dello Stato che si attiva
In piena notte si muove anche la macchina istituzionale. Morelli, nella stessa dichiarazione, evidenzia come la reazione congiunta sia stata rapida ed efficace: «Il pronto intervento della Prefettura, dei funzionari di turno e degli operatori della comunità che ha poi riaccolto il minore dimostra che, quando ognuno fa la propria parte, lo Stato risponde».
Un episodio che racconta una realtà complessa
La vicenda si conclude con il rientro del ragazzo nella struttura da cui si era allontanato. Resta la cronaca di un incontro che, in una notte segnata dal gelo, ha richiesto agli operatori di un servizio pubblico non solo competenza, ma anche attenzione alle fragilità che attraversano il territorio.








