Un dolore che non trova pace, una domanda rimasta senza risposta e una verità che la famiglia continua ad aspettare da quasi otto mesi. È il drammatico racconto dei genitori del piccolo Leonardo Currà, il bimbo di appena quattro mesi morto dopo un ricovero tra l’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia e l’Annunziata di Cosenza. La famiglia ha deciso di rompere il silenzio con una lunga testimonianza affidata a una lettera carica di dolore e interrogativi. “Sono trascorsi quasi otto mesi dalla morte di nostro figlio, Currà Leonardo, e ancora non abbiamo ottenuto alcuna risposta”, scrivono i genitori.
Il ricovero al Pronto soccorso di Vibo Valentia
Era il 29 settembre 2025 quando il piccolo Leonardo venne accompagnato al Pronto soccorso dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia. Secondo il racconto dei genitori, il bambino all’arrivo in ospedale venne classificato come codice bianco. Poi, nel giro di poche ore, il quadro clinico precipitò improvvisamente. “Per ragioni ancora ignote – raccontano – ci veniva comunicato che le sue condizioni erano diventate critiche, al punto da dichiararlo in codice rosso”. Da lì la decisione di trasferire il neonato in elisoccorso all’ospedale Annunziata di Cosenza.
Il trasferimento e il decesso in terapia intensiva neonatale
Una volta arrivato a Cosenza, Leonardo venne ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale. Poche ore dopo, però, arrivò la notizia più devastante. “Ne è stato dichiarato il decesso”, raccontano i genitori. Una tragedia che ha cambiato per sempre la vita della famiglia, sprofondata in un dolore che ancora oggi resta accompagnato da dubbi e domande.
La denuncia e l’autopsia
Nonostante il dramma vissuto in quelle ore, i genitori decisero immediatamente di rivolgersi all’Autorità giudiziaria. L’obiettivo era uno solo: capire cosa abbia provocato la morte del loro bambino. Dopo la denuncia, venne disposto il sequestro della salma e successivamente l’esame autoptico sul corpo del piccolo Leonardo.
“Da otto mesi aspettiamo una risposta”
Da allora, però, la famiglia racconta di vivere in una lunga attesa fatta di silenzi e incertezze. “È da quasi otto mesi che attendiamo, in silenzio, una risposta, inizialmente fiduciosi e speranzosi in un celere accertamento dei fatti”. Nel frattempo, spiegano, ogni giorno è diventato una continua ricerca di senso davanti a una perdita devastante. “Con cadenza quotidiana ci interroghiamo sull’evitabilità della morte di Leonardo, sulle ragioni e sulle eventuali responsabilità legate alla sua scomparsa”.
“Non vogliamo un colpevole a tutti i costi”
La famiglia precisa di non essere alla ricerca di un responsabile a ogni costo. I genitori, Gianluca Currà e la moglie Catia, sono assistiti dall’avvocato Tommaso Zavaglia.







