Un intervento immediato della magistratura per bloccare la movimentazione di carico sensibile stoccato nello scalo marittimo di Gioia Tauro. L’eurodeputato e sindaco di Riace Mimmo Lucano ha formalizzato una richiesta d’urgenza indirizzata agli organi giudiziari competenti affinché venga disposto il sequestro preventivo di 17 container attualmente fermi all’interno dell’infrastruttura portuale calabrese e destinati verso lo Stato d’Israele. Al centro della contestazione figura la natura della merce trasportata, classificata come materiale dual-use, ovvero a duplice uso civile e militare, e dunque potenzialmente impiegabile all’interno di scenari bellici. L’iniziativa segue il sopralluogo effettuato dallo stesso parlamentare europeo presso l’area portuale nelle scorse settimane per accertare lo stato dei container bloccati da diversi mesi, occasione nella quale non gli è stato tuttavia autorizzato l’accesso diretto ai sedimi interessati dal fermo.
“Chiedo agli organi giudiziari competenti di intervenire con la massima urgenza per disporre il sequestro preventivo dei 17 container fermi nel porto di Gioia Tauro, contenenti materiale dual-use potenzialmente utilizzabile a fini bellici e destinato a Israele”, dichiara in una nota l’eurodeputato Mimmo Lucano, sindaco di Riace. “Un mese fa – spiega – mi sono recato personalmente al porto di Gioia Tauro per verificare la situazione dei container, sottoposti a fermo da mesi. Non mi è stato tuttavia consentito di accedere all’area interessata e di effettuare un controllo diretto. Ho quindi presentato una richiesta formale di informazioni all’Uama, l’autorità del ministero degli Affari esteri competente per le autorizzazioni relative ai materiali di armamento”.
La posizione dell’Uama e le riserve dell’eurodeputato
A seguito della richiesta formale d’informazioni presentata alla Farnesina, l’Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento (Uama) ha precisato che i dossier relativi ai container in questione sono sottoposti a un attento processo di analisi e riscontro per verificare con esattezza le aziende utilizzatrici finali e le reali modalità d’impiego dei prodotti. Una rassicurazione istituzionale che l’esponente politico considera tuttavia insufficiente rispetto al potenziale rischio di un utilizzo militare delle forniture in transito.
“Nella risposta ricevuta – prosegue Lucano – l’Uama ha comunicato che le istanze relative ai container sono ‘oggetto di attento studio e verifica’, in particolare rispetto alle aziende utilizzatrici finali e all’effettivo impiego dei materiali”.
“Una risposta che non ritengo sufficientemente rassicurante”, sottolinea Lucano. “Finché non sarà definitivamente chiarita la destinazione e l’utilizzazione di questi materiali, permane il rischio che possano essere impiegati a fini militari. Per questo ritengo necessario un intervento tempestivo della magistratura, affinché sia impedita la partenza dei container verso Israele”, conclude.














