Supera i 20 milioni di euro la stima provvisoria e non ufficiale dei danni provocati dall’esondazione del fiume Crati nel territorio di Cassano allo Ionio, nel Cosentino. I numeri arrivano dalle prime verifiche effettuate dalle autorità locali e segnano l’inizio della lunga conta dei danni dopo giorni di maltempo che hanno investito la Calabria e in particolare la fascia ionica del territorio.
Le aree e le infrastrutture più colpite
Secondo questa prima ricognizione, i danni più ingenti riguardano l’argine del fiume Crati, la cui rottura ha contribuito a inondare vaste zone. Le verifiche hanno evidenziato gravi problemi anche alla rete elettrica, fognaria e idrica, oltre a estesi danneggiamenti delle strade e degli immobili. Particolarmente colpite risultano le contrade di Lattughelle, Piano dello Scafo e il complesso nautico dei Laghi di Sibari, tutte aree duramente segnate dall’alluvione.
Un quadro di emergenza ancora da definire
Va sottolineato che si tratta di una stima approssimativa e non definitiva, pensata per dare una prima idea dell’entità delle perdite. Le autorità competenti continueranno nei prossimi giorni la valutazione più accurata dei danni, necessaria anche per eventuali richieste di riconoscimento dello stato di emergenza e per l’attivazione dei fondi di sostegno.
Oltre la conta: una comunità in ripresa
La prima stima economica dà un’indicazione di massima dell’impatto che l’esondazione ha avuto sulle infrastrutture pubbliche, ma la fase che si apre adesso è quella della ricostruzione e della messa in sicurezza, un percorso che richiederà risorse, tempo e il coordinamento tra Comune, Regione e Governo nazionale.
Continuano nel frattempo anche gli sforzi per riportare la situazione sotto controllo dopo la piena del Crati, mentre sono ancora in corso le operazioni di assistenza alle famiglie evacuate e il monitoraggio delle condizioni meteorologiche sulla costa ionica.








