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3 Marzo 2026
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Mamma di una studentessa di Catanzaro bloccata a Dubai: “Sono in volo, non vedo l’ora di abbracciarla”

Notte nei bunker per gli allarmi, poi la partenza da Abu Dhabi: rientrano in Italia 200 studenti

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“Adesso non vedo l’ora che rientri, la voglio tenere abbracciata per almeno due giorni”. È un misto di sollievo e commozione quello che accompagna le parole della mamma di una studentessa di Catanzaro rimasta bloccata a Dubai insieme a un gruppo di circa 200 studenti italiani.
Dopo ore di apprensione, il gruppo è finalmente in viaggio verso l’Italia: la partenza dall’aeroporto di Abu Dhabi è avvenuta poco dopo le 13 con un volo di linea.

Il trasferimento da Dubai e il ritorno

Gli studenti, inizialmente a Dubai, sono stati trasferiti in pullman nella mattinata verso Abu Dhabi, da dove è poi decollato il volo di rientro.
“Mia figlia sta bene”, rassicura la madre. La preoccupazione, però, resta per le ore vissute in attesa della partenza, segnate dagli allarmi e dalle misure di sicurezza.

Due volte nei bunker durante la notte

La notte precedente alla partenza non è stata semplice. La studentessa è scesa per due volte nei bunker ricavati nei parcheggi sotterranei dell’hotel, in seguito agli allarmi scattati nella zona.
Nonostante la tensione, non si sono registrate conseguenze nella struttura che ospitava il gruppo. I ragazzi sono rimasti all’interno dell’albergo per sicurezza, senza possibilità di uscire.

Il ruolo dei tutor e le difficoltà logistiche

Fondamentale, nel racconto della madre, il supporto dei tutor di Wsc Italia – World Student Connection Global.
“Sono stati fantastici, vicini ai ragazzi ogni minuto del tempo trascorso a Dubai”, sottolinea la donna, evidenziando la costante presenza e l’assistenza fornita durante i momenti più delicati.
Diverso, invece, il ruolo della struttura alberghiera, che ha garantito soltanto alloggio e colazione. Per il resto, i ragazzi hanno dovuto organizzarsi autonomamente, affidandosi ai servizi di consegna a domicilio per i pasti, non potendo lasciare l’hotel.

L’attesa dell’abbraccio

Ora l’ansia lascia spazio all’attesa. “Non vedo l’ora che rientri”, ripete la madre. Dopo giorni di preoccupazione e una notte trascorsa tra allarmi e rifugi sotterranei, il ritorno a casa rappresenta molto più di un semplice viaggio: è la fine di un incubo e l’inizio di un lungo abbraccio.

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