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12 Marzo 2026
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Hydra, a processo a Milano il presunto boss “Dollarino”: estradato dalla Colombia dopo la latitanza

Estradato dalla Colombia, rinviato a giudizio Emanuele Gregorini: per gli investigatori sarebbe uno degli uomini chiave dell’alleanza tra camorra, Cosa Nostra e ’ndrangheta in Lombardia

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Va a processo a Milano il presunto boss Emanuele Gregorini, conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome di “Dollarino”. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup Giulia D’Antoni nell’ambito del maxi procedimento scaturito dall’inchiesta Operazione Hydra.
Il procedimento è coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo lombardo, con le indagini condotte dai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, sotto la guida del procuratore Marcello Viola e con il supporto dei carabinieri del Nucleo investigativo.

Estradato dopo l’arresto in Colombia

Gregorini è stato estradato dalla Colombia due giorni fa. L’uomo era stato arrestato il 17 marzo 2025, dopo una latitanza durata circa due mesi.
Secondo gli investigatori, il presunto boss sarebbe un esponente del cosiddetto “sistema mafioso lombardo”, con il ruolo di rappresentante del clan camorristico dei Clan Senese, noto gruppo criminale radicato a Roma ma con interessi anche nel Nord Italia.

L’inchiesta sull’alleanza tra le mafie

L’indagine “Hydra” ipotizza una collaborazione tra esponenti di tre diverse organizzazioni criminali: Cosa Nostra, Camorra e ‘Ndrangheta, attive in Lombardia in un presunto sistema di affari e gestione delle attività illegali.
Nel procedimento Gregorini è accusato di associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso e reati legati alle armi. Per gli investigatori rappresenterebbe uno degli uomini chiave del sistema criminale radicato nel territorio lombardo.

Il maxi processo con decine di imputati

La prima udienza per Gregorini è stata fissata per il 16 aprile davanti all’ottava sezione penale del Tribunale di Milano, ma la sua posizione sarà quasi certamente riunita a quella degli altri 45 imputati già rinviati a giudizio nei mesi scorsi.
Il maxi procedimento conta numerosi filoni: 62 imputati sono stati già condannati lo scorso gennaio con rito abbreviato, mentre il processo principale entrerà nel vivo con la prima udienza fissata per il 19 marzo

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