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17 Marzo 2026
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Hydra: si toglie la vita in carcere Bernardo Pace, l’esponente che legava mafia, camorra e ’ndrangheta

Esponente di vertice del mandamento di Castelvetrano, era detenuto in isolamento e aveva iniziato a collaborare con la Dda di Milano

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Bernardo Pace, 62 anni, detenuto nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino, si è tolto la vita ieri. Pace era stato condannato in abbreviato il 12 gennaio a 14 anni e 4 mesi nell’ambito del processo nato dall’inchiesta “Hydra” della Dda di Milano, sulla presunta alleanza tra Cosa Nostra, ’Ndrangheta e Camorra in Lombardia.

Collaborazione con la Dda di Milano

Il detenuto aveva iniziato da poco tempo un percorso di collaborazione con i magistrati milanesi, fornendo informazioni sul mandamento di Castelvetrano e sui rapporti illeciti con altri esponenti mafiosi. Pace era stato già interrogato nel carcere di Milano-Opera prima del trasferimento a Torino.

Per la prima udienza del 19 marzo del processo con rito ordinario a carico di 45 imputati, i pm della Dda di Milano, tra cui Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, insieme al procuratore Marcello Viola, avrebbero dovuto depositare i verbali dei recenti collaboratori, tra cui quelli di Pace.

Ruolo criminale e isolamento

Secondo le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo, Pace era un esponente di vertice del mandamento di Castelvetrano e aveva un ruolo decisionale nell’alleanza tra le tre mafie. Al momento della morte, era detenuto in regime di isolamento. La Procura di Torino ha aperto un’indagine sulla morte, riconducibile a un gesto volontario, e dovrebbe disporre l’autopsia, con l’ipotesi di fascicolo tecnico per istigazione al suicidio.

Nuovo contesto investigativo

Bernardo Pace era considerato uno dei nuovi pentiti nell’inchiesta Hydra, che hanno integrato i verbali dei tre collaboratori già presenti nelle indagini e nel processo abbreviato, contribuendo a fare luce sulle dinamiche criminali tra le mafie storiche in Lombardia.

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