Trentadue migranti, tra cui un neonato di appena due mesi, sono stati soccorsi nel Mediterraneo da una nave umanitaria dopo essere rimasti per giorni alla deriva su un gommone. L’operazione di salvataggio è stata effettuata dall’imbarcazione della ong Aita Mari, che ha recuperato tutte le persone a bordo del natante, trovato in condizioni di forte difficoltà nelle acque del Mediterraneo centrale.
Secondo quanto riferito dall’equipaggio, il gommone era alla deriva da diversi giorni, con i migranti ormai stremati dalla lunga permanenza in mare e dalla carenza di acqua e viveri. L’intervento della nave umanitaria ha consentito di mettere in sicurezza tutte le persone, evitando conseguenze più gravi.
Tra i naufraghi una donna incinta e diversi minori
Tra i migranti tratti in salvo figurano anche una donna incinta e altri otto minori, alcuni dei quali viaggiavano senza la presenza dei genitori. Dopo il recupero, l’equipaggio della nave ha immediatamente prestato le prime cure e avviato una prima verifica delle condizioni di salute dei naufraghi, molti dei quali apparivano provati dal viaggio e dalla lunga permanenza in mare. Le condizioni dei migranti sono state monitorate a bordo mentre l’imbarcazione proseguiva la navigazione verso il porto assegnato.
Assegnato il porto sicuro di Vibo Marina
Una volta completate le operazioni di soccorso, alle autorità marittime è stato comunicato l’esito dell’intervento e alla nave è stato assegnato come porto sicuro quello di Vibo Marina, nel territorio di Vibo Valentia. L’imbarcazione ha quindi fatto rotta verso le coste vibonesi, dove è previsto lo sbarco dei migranti nelle prossime ore.
Controlli sanitari e procedure di identificazione
All’arrivo in porto saranno attivate le procedure previste per gli sbarchi, con la presenza delle forze dell’ordine, del personale sanitario e degli operatori dell’accoglienza. I migranti verranno sottoposti ai controlli sanitari di routine, alle operazioni di identificazione e alle successive procedure amministrative previste dalla normativa vigente.
Particolare attenzione sarà riservata ai minori e alle persone più vulnerabili, come la donna incinta e il neonato, che potranno essere affidati immediatamente alle strutture sanitarie per ulteriori accertamenti medici.








